Scuola

Niente concorsi scuola per uno o due anni: doppio canale per smaltire le graduatorie, la richiesta Cisl

La necessità di dire stop ai concorsi scuola, almeno temporaneamente, trova sempre più consensi nel mondo politico e sindacale. E’ l’inevitabile reazione al triennio caratterizzato dai concorsi ravvicinati legati agli impegni presi dall’Italia con Bruxelles in ambito Pnrr, che hanno portato a poche stabilizzazioni, tanti idonei e un precariato se possibile ancora peggiore rispetto al passato.

Le procedure già avviate

Dopo la presa di posizione dei giorni scorsi di Mario Pittoni, responsabile istruzione della Lega, che ha smentito la possibilità di un nuovo concorsone, lasciando però la porta aperta a mini concorsi per le graduatorie vuote, arriva quella della Cisl.

Secondo il sindacato, è necessario in questa fase post Pnrr, pensare seriamente a una sospensione temporanea dei nuovi bandi, necessaria. In questo modo, secondo Barbacci, sarebbe possibile agevolare lo smaltimento delle procedure già avviate.

“Dobbiamo in questo momento evitare di bandire altri concorsi ordinari. Si è creato un intasamento“.

L’obiettivo di una parte politica e dei sindacati è quello di istituire il doppio canale di reclutamento docenti, che consentirebbe di affiancare ai concorsi scuola lo scorrimento delle graduatorie Gps anche su posto comune, come avviene già, anche se in maniera limitata sui soli posti residui, con lo scorrimento delle Gps sostegno prima fascia.

L’ok di Bruxelles

Ma anche per questo progetto serve l’ok di Bruxelles, che sta vagliando la possibilità di consentire all’Italia la trasformazione delle Gps in Gpsr, utili appunto per l’accesso al ruolo.

La Cisl è preoccupata della situazione attuale: “È come se fossimo in un quadrivio, in una grande città metropolitana, in cui ci sono vari interessi che devono andare verso varie direzioni, ma non trovano le regole che siano rispettose degli equilibri di tutti“.

Per questo i sindacati puntano a uno stop dei concorsi per uno o due anni.

“La prima cosa che ritengo più utile e più saggia è quella, intanto, di non bandire almeno per un anno, almeno per due anni, concorsi ordinari. In cinque anni, dal 2020 al 2026, ne abbiamo banditi cinque“.