Si torna a parlare di stabilizzazione dei docenti precari, lo fa l’onorevole Mario Pittoni responsabile nazionale Dipartimento Istruzione Lega sui suoi spazi social che come sempre offrono numerosi spunti di dibattito. Pittoni torna a parlare di doppio canale di reclutamento, ribadendo che serve l’intesa con Bruxelles per un decreto condiviso sulla trasformazione delle Gps in Gpsr, strumento che consentirebbe di affiancare ai concorsi scuola anche le assunzioni da graduatorie provinciali.
Cosa succede dopo il terzo anno
I dibattito poi si sposta sulla questione della stabilizzazione dei precari con più di tre mesi di servizio, e in questo senso Pittoni chiarisce il punto di vista di Bruxelles, che evidentemente troppo spesso viene frainteso: “L’Europa dice solo che non vanno reiterati i contratti a tempo determinato oltre il terzo anno. Se a quel punto il posto a tempo indeterminato non c’è, ti lasciano a casa”.
In risposta a un docente che chiede chiarimenti, domandando: “L’Europa afferma che i contratti non vanno reiterati a tempo determinato oltre il terzo anno e se non ci sono posti a tempo indeterminato dopo i tre anni di annualità o di supplenza fino al 30 giugno, il docente non può più insegnare? Ho capito bene questo passaggio?” Mario Pittoni specifica: “Sì. Non a caso, quando la Buona scuola del Pd fece proprio tale principio, ci fu una rivolta e appena si presentò l’occasione sopprimemmo il comma“.
I quattro step verso il doppio canale di reclutamento
Tornando al doppio canale di reclutamento docenti, Pittoni specifica che al momento siamo a quello che lui definisce il terzo step, dunque una fase abbastanza avanzata. Il percorso completo prevede quattro step, con l’ultimo che prevede l’allineamento del costo unitario tra ruolo e supplenza che hanno le stesse responsabilità o la supplentite non si ferma.
Pittoni spiega: “I tempi li detta Bruxelles ma, una volta convinta l’Europa sulle GPSR, il meccanismo entrerà in un decreto-legge da convertire entro 60 giorni come per gli step precedenti, utilizzando cioè il percorso ormai collaudato con cui abbiamo già incassato recupero dell’idoneità e delle graduatorie di merito oltre agli Elenchi regionali degli idonei. Quest’ultimo decreto garantirà le condizioni per sviluppare un reale impianto normativo a doppio canale che non dimentichi alcuna graduatoria. Resterà da lavorare sull’allineamento del costo unitario tra ruolo e supplenza, che hanno le stesse responsabilità (o la supplentite non si supera)”.