Politica

42enne libero, Feltri: “Anche una tredicenne ha diritto a essere garantita”

Vittorio Feltri interviene sul caso del 42enne indagato a Torino dopo due episodi contestati nell’arco di pochi minuti, uno dei quali avrebbe coinvolto una ragazza di appena 13 anni. Dopo due notti trascorse in carcere, l’uomo è stato rimesso in libertà con l’obbligo di firma.

Il giornalista chiarisce subito un punto che considera imprescindibile: l’indagato non è stato condannato e, fino a una sentenza definitiva, resta valido il principio della presunzione di innocenza.

«La presunzione di innocenza non è un optional che applichiamo soltanto agli imputati simpatici», osserva Feltri.

Una cosa, però, è stabilire la responsabilità penale. Un’altra è valutare quale misura cautelare adottare nell’attesa che la giustizia faccia il proprio corso. Ed è proprio su questo secondo aspetto che Feltri concentra le proprie perplessità.

Il pubblico ministero aveva infatti chiesto che il quarantaduenne restasse in carcere, ritenendo concreto il rischio che potessero verificarsi nuovi episodi. Il giudice per le indagini preliminari ha invece optato per una misura meno restrittiva, disponendo la liberazione con obbligo di firma.

Feltri non mette in discussione il ruolo della magistratura, ma rivendica il diritto di esprimere un giudizio critico sulla decisione.

«Naturalmente rispetto le decisioni dei magistrati. Ma rispettarle non significa perdere il diritto di trovarle discutibili. E io questa la trovo assai difficile da comprendere», afferma.

Feltri: «Il pentimento non basta a escludere il rischio»

Secondo il giornalista, il punto non è stabilire in anticipo se l’uomo sia colpevole né sostituirsi al processo.

La questione riguarda piuttosto la valutazione del rischio in presenza di due episodi a sfondo sessuale che, secondo quanto contestato, si sarebbero verificati a circa quaranta minuti di distanza l’uno dall’altro. In uno dei due casi sarebbe rimasta coinvolta una tredicenne.

Feltri si sofferma anche sul comportamento successivo dell’indagato, che avrebbe manifestato dispiacere per quanto accaduto.

Un elemento che, a suo giudizio, non può però essere considerato sufficiente per escludere automaticamente il pericolo di reiterazione.

«Che l’indagato si sia mostrato dispiaciuto mi fa piacere. Ma il pentimento dichiarato non è un dispositivo elettronico capace di neutralizzare automaticamente il pericolo di reiterazione», sottolinea.

«Le garanzie valgono anche per una tredicenne»

Nella sua riflessione Feltri dedica infine particolare attenzione alla ragazza coinvolta, che secondo la ricostruzione sarebbe entrata in un negozio per acquistare dei succhi di frutta e ne sarebbe uscita profondamente scossa.

È proprio da questo elemento che nasce la parte più dura del suo intervento. Il giornalista ribadisce di considerare il garantismo una conquista fondamentale dello Stato di diritto, ma sostiene che il concetto di garanzia non possa essere rivolto esclusivamente alla persona accusata.

«Il garantismo è una conquista civile e io non intendo rinunciarvi. Ma garantismo non significa che le garanzie debbano esistere soltanto per chi è accusato di un reato».

Feltri chiude quindi con un richiamo alla necessità di tutelare anche chi potrebbe essere vittima di determinati comportamenti: «Anche una tredicenne ha diritto a essere garantita. E possibilmente prima che sia troppo tardi una seconda volta».