Vittorio Feltri parte da un’ammissione senza troppi giri di parole: su Giorgia Meloni, dice, «ci siamo sbagliati quasi tutti». Quando la leader di Fratelli d’Italia arrivò a Palazzo Chigi nell’ottobre del 2022, in pochi immaginavano che il suo governo sarebbe riuscito a mantenersi in piedi così a lungo.
A distanza di quasi quattro anni, il giornalista riconosce che quelle previsioni si sono rivelate errate. L’esecutivo guidato da Meloni si appresta infatti a raggiungere quota 1.413 giorni, superando per durata il secondo governo Berlusconi.
Un risultato che, secondo Feltri, assume un peso particolare in un Paese storicamente caratterizzato da governi spesso brevi e maggioranze fragili. Per questo il direttore arriva a definirlo «già un mezzo miracolo».
Feltri: «Qualcuno ha confuso i centimetri con la statura politica»
Nella sua riflessione, Feltri non si limita però a sottolineare la longevità dell’esecutivo. Il giornalista sostiene che Giorgia Meloni sia stata sottovalutata fin dall’inizio anche per ragioni legate alla sua immagine e alla sua presenza fisica.
«È una donna, è minuta, bionda, fisicamente tutt’altro che imponente: qualcuno deve aver confuso i centimetri con la statura politica», scrive.
Secondo Feltri, ciò che avrebbe consentito alla premier di smentire molti dei suoi detrattori è soprattutto una qualità personale: il carattere.
«Questa signora possiede una caratteristica sempre più rara nel nostro mestiere nazionale: ha carattere».
A questa caratteristica il direttore affianca altri due elementi che ritiene centrali nel percorso politico della presidente del Consiglio: la «dignità» e la «coerenza».
Feltri non sostiene che Meloni sia rimasta ferma sulle stesse posizioni in ogni circostanza. Al contrario, ammette che in politica cambiare idea possa essere necessario. Il punto, a suo giudizio, è un altro: pur modificando alcune scelte, Meloni non avrebbe perso la propria identità politica.
«Soltanto gli imbecilli non correggono mai nulla. Dico che non ha cambiato identità», osserva.
La durata del governo e il giudizio della stampa estera
Un altro aspetto sul quale Feltri concentra l’attenzione è la stabilità politica garantita dal governo negli ultimi anni, nonostante le difficoltà affrontate dall’esecutivo.
Il giornalista richiama anche alcune valutazioni provenienti dalla stampa internazionale. Cita il Financial Times, secondo cui parte degli investitori starebbe guardando con maggiore interesse all’Italia rispetto alla Francia, anche grazie alla disciplina dei conti pubblici e alla stabilità politica.
Feltri ricorda inoltre il Times, che si è interrogato sulla possibilità che Giorgia Meloni possa assumere nel tempo un ruolo paragonabile, per solidità e durata, a quello avuto da Angela Merkel in Germania.
Gli elogi, tuttavia, non si trasformano in una promozione incondizionata.
«Governare a lungo non significa governare sempre bene», precisa infatti Feltri.
La presidente del Consiglio, aggiunge, «ha commesso errori e ne commetterà altri». E per sottolineare che nessun leader politico è infallibile ricorre a una battuta: «È un essere umano, non la Madonna di Loreto».
Feltri: «Prima di scommettere contro di lei terrei il portafoglio chiuso»
Nella parte conclusiva del suo intervento, Feltri torna quindi al punto di partenza: le previsioni sbagliate formulate all’inizio dell’esperienza di governo di Giorgia Meloni.
Allora in molti ritenevano che l’esecutivo avrebbe avuto vita breve. I fatti, osserva il giornalista, hanno raccontato finora una storia diversa.
«Io non so quante altre sorprese Giorgia ci riserverà. So soltanto che dopo averle pronosticato qualche mese di vita politica, prima di scommettere contro di lei un’altra volta terrei il portafoglio ben chiuso».