Scuola

Doppio canale, il Comitato Precari Uniti per la Scuola chiede chiarezza a Valditara e Salvini

Il Comitato Precari Uniti per la Scuola torna a parlare del doppio canale di reclutamento e lo fa chiedendo soprattutto una cosa: vedere gli atti.

Negli ultimi mesi si è parlato più volte di possibili interlocuzioni con l’Europa e di ostacoli che arriverebbero da Bruxelles, ma secondo il Comitato non è ancora chiaro quali siano questi ostacoli e soprattutto se esistano documenti ufficiali che li dimostrano.

Una questione non secondaria, perché nel frattempo ci sono diverse proposte che circolano e al Senato è già in esame il DDL Bucalo sul doppio canale.

Il rischio, secondo Precari Uniti per la Scuola, è che si continui a parlare di soluzioni diverse senza capire bene quale sia quella su cui si sta lavorando davvero (e per i docenti precari, che aspettano da anni una soluzione stabile, non è proprio un dettaglio).

Le domande poste dal Comitato

Il Comitato chiede quindi di chiarire quale sarebbe la disposizione europea che impedisce il doppio canale e quale obiettivo del PNRR sarebbe coinvolto.

Tra le domande ci sono anche quelle sulle eventuali comunicazioni della Commissione europea, sulle tempistiche per superare il vincolo e sull’esistenza di atti che dimostrino le interlocuzioni che vengono richiamate nel dibattito politico.

La richiesta riguarda anche i ministri Giuseppe Valditara e Matteo Salvini.

Il Comitato vuole sapere se siano stati informati di queste ipotesi alternative e delle interlocuzioni con l’Europa e, nel caso, quando sia avvenuto e sulla base di quali documenti.

Se invece si tratta ancora solo di proposte o di contatti non arrivati a un livello ufficiale, secondo il Comitato sarebbe meglio dirlo in modo chiaro.

Anche perché continuare a dire che “Bruxelles non dà l’ok” senza indicare un documento preciso rischia di lasciare tutto nel vago.

Il nodo del DDL Bucalo

C’è poi un altro punto. Al Senato è già presente un disegno di legge sul doppio canale, il DDL Bucalo.

Per questo il Comitato si chiede perché non si lavori su quel testo, magari modificandolo dove serve, invece di aprire altre strade che al momento non hanno un iter ben definito.

Il problema riguarda anche i tempi. Una nuova proposta dovrebbe passare attraverso diversi passaggi e non è detto che riesca ad arrivare in fondo, soprattutto con una legislatura che non è infinita (e questo è un aspetto che, nella discussione pubblica, secondo il Comitato viene considerato poco).

La proposta del 50 e 50

Precari Uniti per la Scuola ribadisce la proposta che sostiene da tempo: metà delle assunzioni tramite concorso e metà attraverso le graduatorie, valorizzando quindi anche il servizio svolto dai docenti precari.

Una proposta che il Comitato dice di avere già presentato alle istituzioni e che potrebbe diventare una base da cui partire.

Da qui l’appello a Valditara e Salvini perché sostengano il percorso già aperto in Parlamento e facciano chiarezza su quello che si può fare davvero.

Il punto, alla fine, è semplice: chi lavora nella scuola e chi aspetta una stabilizzazione vuole capire quali proposte sono reali, quali sono già dentro un percorso legislativo e quali invece sono ancora soltanto ipotesi.

Il Comitato chiude con una frase molto netta: “Basta annunci. Fuori gli atti”.