Assunzioni docenti 2026: preoccupa la carenza di maestre nelle scuole Primarie e dell’Infanzia al Nord

A un mese circa dall’inizio del nuovo anno scolastico, i sindacati denunciano una grave carenza di insegnanti nella scuola primaria e dell’infanzia, soprattutto nelle regioni del Nord Italia. Molte scuole non riescono a trovare docenti presenti nelle graduatorie e sono costrette a nominare supplenti fuori graduatoria.

I supplenti fuori graduatoria

Il problema è particolarmente evidente in Lombardia, dove le supplenti fuori graduatoria sono 11.570 e rappresentano oltre il 57% del fabbisogno. Anche in Veneto più della metà delle insegnanti necessarie viene individuata fuori graduatoria, mentre in Piemonte la percentuale supera il 41%. Le graduatorie ufficiali in vista del prossimo anno scolastico non contengono un numero sufficiente di candidate disponibili.

Per aumentare il numero di future maestre sono stati aggiunti 4.000 posti nei corsi universitari di Scienze della Formazione Primaria. L’aumento però potrebbe non bastare, perché il numero di posti universitari continua a essere inferiore rispetto alle reali necessità delle scuole.

Marcello Pacifico, presidente Anief, attribuisce parte del problema alle decisioni prese dallo Stato nei confronti delle insegnanti con diploma magistrale conseguito prima dell’istituzione dei corsi di Scienze della Formazione Primaria. Quel diploma, pur consentendo l’insegnamento, non è stato considerato sufficiente per ottenere stabilmente il ruolo.

La contraddizione nella scuola

Inizialmente alcune decisioni giudiziarie avevano riconosciuto il diritto di queste insegnanti a entrare nelle Graduatorie ad Esaurimento. Dopo una pronuncia della Cassazione, centinaia di docenti sono state cancellate dalle graduatorie e licenziate. In alcuni casi avevano già lavorato con un contratto a tempo indeterminato e superato l’anno di prova.

Per cercare di risolvere la situazione, al Senato è in discussione il disegno di legge S545, presentato dalla senatrice Bucalo. La proposta punta a riassumere le insegnanti escluse attraverso un doppio canale di reclutamento, affiancando alle normali procedure concorsuali un’ulteriore modalità di assunzione dalle graduatorie.

Nella scuola italiana è sempre più evidente una contraddizione in virtù della quale da una parte le scuole del Nord non trovano abbastanza maestre e ricorrono in massa a supplenti fuori graduatoria, mentre dall’altra, numerose insegnanti con esperienza e diploma magistrale sono state escluse dalle graduatorie e dal ruolo. La proposta di legge potrebbe aiutare a recuperare queste docenti riducendo anche la carenza di personale nelle scuole.