Dal 31 agosto al 14 settembre attività mattutine per i bambini delle primarie. La Regione investe 3 milioni e parte da 42 Comuni.
Per molte famiglie il mese di settembre comincia prima della scuola. Gli uffici riaprono, i genitori tornano al lavoro in estate, ma le lezioni non sono ancora iniziate. È proprio su questa frattura del calendario che interviene la nuova misura della Regione Emilia-Romagna, che finanzierà con 3 milioni di euro una sperimentazione destinata alle scuole primarie.
L’idea è quella di utilizzare gli spazi scolastici anche prima dell’avvio ufficiale dell’anno scolastico, offrendo ai bambini attività educative e ricreative nella fascia mattutina. Il periodo individuato va dal 31 agosto al 14 settembre, mentre il rientro in classe in Emilia-Romagna è previsto per il 15 settembre.
Un servizio pensato per il rientro al lavoro dei genitori
La sperimentazione nasce per rispondere alla necessità di coprire quelle due settimane in cui molte famiglie hanno già ripreso la normale attività lavorativa, mentre il servizio scolastico non è ancora partito. Non si tratta quindi di anticipare le lezioni, ma di costruire un’offerta educativa di accompagnamento, utile soprattutto per chi non può contare su reti familiari o su servizi alternativi.
Le attività potranno essere molto diverse tra loro. Si va dallo sport ai laboratori creativi, dalle proposte musicali a quelle culturali, fino ad attività ludiche, educative e di assistenza. La scelta concreta dipenderà dai singoli territori, dagli spazi disponibili e dalle collaborazioni che i Comuni riusciranno ad attivare.
Prima fase nei territori Atuss
Il progetto non partirà subito in tutta la regione. La prima fase riguarderà i territori delle aree Atuss, le Agende trasformative urbane per lo sviluppo sostenibile, con il coinvolgimento di 42 Comuni e Unioni di Comuni.
Questa scelta consente alla Regione di testare il modello in contesti diversi, senza imporre una formula unica. Ogni ente locale potrà organizzare il servizio tenendo conto della disponibilità degli edifici scolastici, della presenza di associazioni, realtà sportive e culturali, e delle esigenze specifiche della comunità.
La sperimentazione servirà anche a capire quali soluzioni siano davvero replicabili e quali condizioni siano necessarie per trasformare l’iniziativa in un servizio stabile.
Obiettivo 2027: renderla una misura strutturale
La prospettiva indicata dalla Regione è quella di non fermarsi alla fase sperimentale. Se il progetto darà risultati positivi, l’apertura anticipata delle primarie potrebbe diventare una misura strutturale dall’anno scolastico 2027-2028, aperta anche agli altri Comuni dell’Emilia-Romagna interessati ad aderire.
Il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessora alla Scuola, Isabella Conti, collegano l’intervento a due obiettivi: da un lato offrire più opportunità educative ai bambini, dall’altro sostenere la conciliazione tra tempi familiari e tempi di lavoro.
La novità si inserisce nel percorso già avviato con “Scuole aperte”, rivolto alle scuole secondarie. In questo caso, però, il focus si sposta sui più piccoli e su un momento dell’anno particolarmente delicato. La scuola viene così pensata non solo come luogo delle lezioni, ma come spazio pubblico capace di rispondere ai bisogni delle famiglie anche nei periodi di transizione del calendario scolastico.