Arriva la presa di posizione ufficiale del Collettivo dei Docenti di Sostegno Specializzati in vista della discussione in Parlamento del Disegno di Legge Bucalo, che punta a riformare le regole di reclutamento degli insegnanti.
Il Ddl Bucalo
Il Parlamento si appresta a discutere la proposta di legge firmata dalla senatrice Carmela Bucalo per modificare le modalità di assunzione. A protestare è il Collettivo dei Docenti di Sostegno Specializzati, che rappresenta migliaia di insegnanti precari ma qualificati, che chiedono di non depotenziare il valore della formazione specialistica ottenuta tramite il Decreto Ministeriale 249 del 2010.
Un decreto fondamentale perché ha stabilito le regole per il percorso universitario di specializzazione sul sostegno, il TFA Sostegno. Per i docenti rappresenta la pietra angolare dell’inclusione scolastica italiana, poiché si tratta di un percorso altamente selettivo con test d’ingresso rigidi, completo di insegnamenti specialistici, laboratori e tirocini, capace di garantire uno standard di qualità riconosciuto anche a livello internazionale. Peculiarità peraltro già inficiata dall’introduzione dei Corsi Indire abbreviati sul sostegno, oggetto di particolari critiche.
La precedenza nei canali di reclutamento
Il timore principale dei docenti è che il DDL Bucalo, nel tentativo di velocizzare o semplificare le assunzioni per coprire i posti vacanti, finisca per svalutare questo titolo di specializzazione universitaria. I docenti denunciano la contraddizione dello Stato, sostenendo che non si può pretendere che gli insegnanti affrontino anni di selezioni e corsi universitari costosi e complessi per poi ignorare o sminuire la priorità di quella formazione al momento dell’assunzione.
Per risolvere il problema senza danneggiare la qualità della scuola, il Collettivo propone un modello basato su due pilastri. Il primo è la centralità del titolo di specializzazione conseguito ai sensi del DM 249/2010, per cui chi possiede questo titolo universitario deve avere la precedenza assoluta nei canali di reclutamento. Il secondo è la valorizzazione del servizio svolto dopo la specializzazione, dando peso all’esperienza maturata sul campo, specialmente per chi ha almeno tre anni di servizio, così da garantire la continuità didattica essenziale per gli alunni con disabilità.
Le gps sature
Nel frattempo sta per iniziare un nuovo anno scolastico caratterizzato da molte province dove le GPS sono piene di docenti qualificati che non riescono ad accedere al ruolo, mentre insegnanti con specializzazione e concorsi superati continuano a lavorare con contratti a tempo determinato.
