Un’arma a doppio taglio. Così i sindacati stanno definendo la novità dei posti orario, introdotta quest’anno nell’ambito dell’assegnazione delle supplenze mediante algoritmo e interessate sin da subito con la presentazione della domanda per le max 150 preferenze.
Le 18 ore nella secondaria
Lo scopo dell’introduzione dei posti orario è quella di provare a utilizzare meglio le ore di insegnamento rimaste libere nelle varie scuole. Questa nuova possibilità consente agli Uffici scolastici di unire più spezzoni presenti in istituti diversi e creare un unico incarico.
Se la somma degli spezzoni raggiunge l’orario completo, per esempio 18 ore nella scuola secondaria, nasce una vera e propria cattedra fino al 30 giugno. Il docente avrà un solo contratto, ma potrà lavorare in due o più scuole. Il funzionamento è simile a quello di una cattedra orario esterna, anche se il posto nasce dall’aggregazione di ore residue.
Ma si possono verificare diverse situazioni, come ad esempio quella in cui gli spezzoni uniti non raggiungono l’orario completo. Se il docente ottiene 10 o 12 ore distribuite su più istituti, il servizio può coinvolgere al massimo tre scuole situate in non più di due comuni. Se il posto orario comprende già tre istituti, diventa molto difficile aggiungere altre ore per completare la cattedra.
E qui entrano in gioco le scelte che i docenti stanno facendo nell’ambito della presentazione della domanda per le max 150 preferenze, in corso, fino al 29 agosto. Domanda nella quale è possibile dichiarare la disponibilità sia agli spezzoni sia ai posti orario. Accettando questa opzione, si potrebbe ricevere un incarico con poche ore, ma distribuito su più sedi, con maggiori spostamenti e una gestione più complicata.
Il sistema di ripescaggio
Bisogna anche fare attenzione alla possibilità che nella domanda possa comparire soltanto il codice della scuola che gestisce il contratto. Bisogna prendere infatti in considerazione la possibilità che il posto possa comprendere ore anche in altre scuole non indicate direttamente tra le preferenze. Quindi scegliere una determinata scuola non significa necessariamente lavorare soltanto in quell’istituto.
Come sempre le scelte sono personali è dipendono dalla propria situazione individuale, ma la cosa migliore è fare attenzione all’incrocio di caratteristiche della propria posizione in graduatoria e della classe di concorso. Chi ha buone possibilità di ottenere una cattedra intera potrebbe evitare i posti orario su spezzone, per non ricevere prima un incarico ridotto e distribuito su più scuole.
Il nuovo algoritmo è caratterizzato da sistema di ripescaggio, è questo significa che dovrebbe riesaminare nei turni successivi le preferenze inizialmente non soddisfatte. Il vantaggio è che non è più indispensabile indicare qualsiasi soluzione pur di non essere esclusi, includendo anche sedi non gradite e andando a rischio rinuncia e sanzioni, che da quest’anno sono molto più pesanti.
