Servizio Civile Universale: via libera alla Camera per trasformare l’esperienza in titolo ufficiale

Importanti novità nell’ambito del Servizio Civile Universale, con il via libera alla Camera alla legge delega. Grazie a questa modifica normativa, d’ora in poi i volontari potranno far certificare quanto appreso.

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Il diritto riguarderà chi ha prestato servizio civile per un anno o due. D’ora in poi, chi ha prestato servizio avrà la possibilità di trasformare quell’esperienza in un titolo ufficiale.

Semaforo verde da parte della Camera in prima lettura alla riforma che consentirà di ottenere una certificazione delle competenze acquisite dai volontari. L’esperienza non sarà più verbale ma resterà qualcosa di scritto.

Ora la palla passa al governo, che avrà due anni di tempo per scrivere i decreti attuativi. Non solo la questione della certificazione tra gli otto criteri della delega, ma anche una novità per quel che concerne la modifica dei requisiti di accesso.

La platea si allarga con la revisione dei requisiti inerenti i precedenti penali che al momento lasciano fuori molti candidati.

Una riforma che completa di fatto quanto già introdotto dal ddl 44/2023 con una riserva del 15% dei posti nei concorsi pubblici per chi ha concluso il servizio senza demerito.

I motivi di polemica

Si apre anche una possibilità per gli enti con scopo di lucro di entrare nell’albo del Servizio Civile. Se finora era un requisito l’assenza di scopo di lucro, con la nuova legge non lo è più.

Giancarlo Moretti, portavoce del Forum del Terzo settore, non ci sta: “Il Servizio civile non nasce per trovare lavoro, ma per formare cittadini attivi. Va ribadita la sua funzione di difesa nonviolenta della Patria”.

Tra le altre novità anche un Osservatorio permanente per le politiche giovanili maggiori garanzie per la Carta giovani nazionale. In arrivo anche le “comunità giovanili” e la figura professionale del lavoratore socioeducativo per i giovani, sulla falsariga dello Youth work europeo.