Posti di sostegno in deroga: si profila record di supplenti al 30 giugno, chiesto sblocco delle immissioni in ruolo

Nei giorni in cui si sblocca definitivamente la parte economica del rinnovo del contratto scuola, i sindacati sono concnentrati sulla parte normativa che dovrà dare risposte urgenti al tema del precariato e non solo. Ma in attesa che si metta nero su bianco la contrattazione tra Aran, ministero e parti sociali, urge trovare una soluzione per quello che sta per accadere in vista del rpossimo anno scolastico. Il rifetimento è al numero record di supplenti impiegati sui posti di sostegno in deroga e la presenza di 118.647 docenti specializzati negli ultimi due anni.

Statistiche che secondo il sindacato Anief, confermano la necessità di intervenire con decisione sul sistema del sostegno agli alunni con disabilità.

La richiesta avanzata dal sindacato di Marcello Pacifico è quella di procedere con urgenza a un censimento dei posti assegnati in deroga per più anni alla stessa istituzione scolastica, così da trasformarli in posti stabili in organico di diritto. Si tratterebbe, secondo il sindacato, di un passaggio necessario per ridurre il ricorso alle supplenze e garantire maggiore continuità didattica agli studenti.

Alla base della richiesta ci sono diversi elementi. Per l’anno scolastico 2026/27, l’organico di diritto sul sostegno è stato incrementato di appena 134 unità, un numero considerato del tutto insufficiente rispetto alle reali esigenze delle scuole. A questo si aggiunge la decisione del Comitato europeo dei diritti sociali, resa pubblica il 22 dicembre 2025, relativa al Reclamo Collettivo n. 200/2021 presentato da Anief, nella quale è stata accertata la violazione della Carta Sociale Europea a causa dell’elevato numero di supplenti utilizzati sui posti di sostegno in deroga.

Il problema è aggravato anche dal costante aumento degli alunni con disabilità certificata iscritti nelle scuole, con una crescita stimata in circa 8 mila unità ogni anno. Nel frattempo, i posti di sostegno in deroga hanno superato quota 100 mila, mentre quelli stabilmente presenti in organico restano sotto le 130 mila unità.

L’obiettivo indicato da Anief è quindi quello di sbloccare le immissioni in ruolo, trasformando i posti realmente necessari e ricorrenti in posti stabili. In questo modo, secondo il sindacato, si darebbe attuazione ai principi della Carta sociale europea e della normativa europea, garantendo al tempo stesso maggiore stabilità ai docenti e più continuità agli alunni con disabilità.