Ok definitivo alle riunioni scolastiche online, “manca solo il timbro del Ministero”

Anief rilancia la proposta di svolgere le riunioni degli organi collegiali della scuola stabilmente anche online, per abolire complicati spostamenti per i docenti sfruttando una tecnologia che ormai lo permetterebbe senza particolari difficoltà.

Una procedura già adottata

In questo modo, si scongiurerebbe la necessità per molti docenti di spostarsi anche per parecchi chilometri solo per partecipare a collegi docenti, consigli di classe o altre riunioni. Altri devono organizzarsi con la famiglia, chiedere aiuto al partner o rinunciare a partecipare direttamente, delegando un collega. Secondo Anief, molte di queste difficoltà potrebbero essere superate con una semplice riunione a distanza.

Il paradosso è che non si tratterebbe di una novità da introdurre nel mondo della scuola, ma solo del ripristino di una prassi già adottata con successo durante il periodo del Covid, quandole scuole hanno già svolto riunioni online, hanno assunto decisioni, verbalizzato e votato. Quindi, secondo il sindacato, la didattica e l’organizzazione scolastica hanno già dimostrato di poter usare strumenti digitali anche per momenti ufficiali.

Il problema è il voto segreto

Il vero ostacolo non sembra essere tecnico, ma giuridico e organizzativo. La questione più delicata riguarda il voto segreto: se una votazione deve garantire riservatezza, come si può essere certi che un voto espresso tramite piattaforma digitale sia davvero protetto?

In assenza di indicazioni chiare del Ministero, ogni scuola si muove in modo diverso. Alcuni istituti provano soluzioni digitali più sicure, altri preferiscono convocare tutto in presenza, altri ancora evitano di deliberare online su questioni più delicate.

Questa situazione crea incertezza, perché non è sempre chiaro se una delibera presa online possa essere considerata pienamente valida o se possa essere contestata.

La richiesta al Ministero

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, chiede al Ministero dell’Istruzione di fornire indicazioni tecniche e legali precise. L’obiettivo non sarebbe eliminare del tutto le riunioni in presenza, ma rendere normale e regolata anche la modalità a distanza.

Secondo questa impostazione, servirebbe un intervento formale del Ministero, tramite decreto o circolare, per fissare regole minime su tre aspetti:

autenticità, cioè certezza sull’identità di chi partecipa;

riservatezza, soprattutto nei casi di voto segreto;

tracciabilità, cioè possibilità di ricostruire correttamente presenze, votazioni e decisioni.

Dopo queste indicazioni generali, ogni scuola potrebbe adattare il proprio regolamento interno, scegliendo piattaforme e procedure più adatte.

Perché sarebbe utile

Questa procedura garantirebbe diversi vantaggi. I docenti risparmierebbero tempo, fatica e spostamenti. Le scuole potrebbero convocare riunioni con maggiore rapidità. Anche le famiglie, nei consigli d’istituto, potrebbero partecipare più facilmente, senza essere costrette a recarsi fisicamente a scuola. Meno spostamenti significherebbero anche meno traffico e meno emissioni.

La scuola ha già sperimentato le riunioni online e ne ha visto l’utilità. Ora però serve una scelta amministrativa chiara, altrimenti ogni istituto continuerà a regolarsi da solo, con il rischio di confusione, disuguaglianze e possibili contestazioni.