Ogni giorno sarà prezioso da lunedì in poi per consentire al contratto scuola appena ufficializzato di tramutarsi in aumenti di stipendio e arretrati nella busta paga del personale scolastico. Dopo il via libera del Consiglio dei Ministri dei giorni scorsi, adesso è partito l’iter burocratico che sarà caratterizzato da una serie di passaggi che è indispensabile che si incastrino bene considerate le tempistiche ristrette in vista dell’obiettivo del pagamento entro l’estate.
Le tempistiche previste
Obiettivo realistico, fattibile, ma anche soggetto a una serie di variabili che potrebbero inficiarne il successo. Secondo i sindacati, tutto l’iter burocratico di cui ancora necessita l’erogazione di arretrati e aumenti ammonta a circa tre settimane, giorno più giorno meno. Un iter che consentirebbe di arrivare alla firma del testo tra la fine di giugno e la prima decade di luglio 2026.
Una volta perfezionata la firma, tutto dipenderà dal MEF e da NoiPA che dovranno provvedere al ricalcolo delle tabelle stipendiali e all’applicazione dei nuovi parametri. Infine, si dovrà procedere con il conteggio delle spettanze per il personale scolastico che consentirà di calcolare gli arretrati del 2025 e le mensilità maturate nel 2026.
Queste tempistiche si intrecciano straordinarie si intrecciano con quelle consuete mensili che caratterizzano le emissioni degli stipendi ordinari. Per gli stipendio di luglio, gli stipendi dovrebbero essere elaborati e chiusi tra il 25 giugno e i primi giorni di luglio.
La soluzione dell’emissione speciale
A questo punto tutto dipende da quanto impiegherà la Corte dei Conti a esprimersi: se ci riuscirà in pochi giorni, non ci saranno problemi per ARAN e sindacati nella firma dell’accordo definitivo entro la fine di giugno.
Questo consentirebbe a NoiPA di riuscire a perfezionare tutto l’iter in tempo, accreditando nel cedolino di luglio 2026 gli aumenti e gli arretrati.
Ma come detto ogni giorno potrebbe fare la differenza, e questo comporterebbe il rischio di arrivare a ridosso dei primi giorni di luglio per lo sblocco costringendo a rimandare tutto ad agosto, fermo restando che c’è sempre lo strumento dell’emissione speciale come soluzione d’emergenza.
