Doppio canale di reclutamento, riduzione dei concorsi scuola, eliminazione della differenza di spesa tra precari e docenti di ruolo per lo Stato. Sono molti gli interventi di cui la scuola necessita per superare il problema del precariato e della supplentite cronica, e in cima c’è la necessità di affrontare la questione dei posti di sostegno in deroga, cresciuti in modo drastico nell’ultimo decennio.
Il problema dell’organico di fatto
I dati raccontano che sono passati da circa 33 mila nel 2015-2016 a oltre 125 mila nel 2024-2025. Secondo Anief, questa esplosione dell’organico di fatto alimenta il precariato e impedisce una reale continuità didattica per gli alunni con disabilità.
Affronta la questione il segretario generale Stefano Cavallini, spiegando che il problema nascerebbe dall’utilizzo strutturale dei posti temporanei, che consente allo Stato di risparmiare interrompendo i contratti al 30 giugno, senza pagare le mensilità estive e senza far maturare pienamente l’anzianità dei supplenti.
Per il sindacato, l’unica soluzione è trasformare tutte le cattedre di fatto in organico di diritto, così da permettere assunzioni stabili e ridurre il ricorso alle supplenze annuali. Il presidente nazionale Marcello Pacifico solleciterà formalmente l’allineamento tra i due organici.
La discontinuità didattica sul sostegno
In caso contrario, a farne le spese sarebbero come sempre non solo i docenti costretti a instabilità economica e professionale, ma anche e soprattutto gli studenti, vittime di una discontinuità didattica che ne penalizza la crescira e l’apprendimento. Nonostante il meccanismo della conferma dei supplenti su richiesta delle famiglie abbia coinvolto circa 46 mila docenti, la mancata continuità resta molto alta, tra il 30% e il 40%.
Su circa 350 mila alunni con disabilità, almeno 125 mila hanno cambiato insegnante rispetto all’anno precedente. E comunque la conferma dei docenti di sostegno su richiesta delle famiglie non rappresenta, secondo i sindacati, la soluzione ideale per garantire continuità didattica, quanto piuttosto una soluzione temporanea in grado anche di generare una serie di ingiustzie considerato che possono essere confermati anche i docenti non specializzati.
