Organico educatori 2026: tutti i posti disponibili divisi per Regione e provincia

Il contingente nazionale provvisorio assegna 2.224 posti per 34.783 alunni. La distribuzione mostra forti differenze territoriali tra regioni e province.

Una media nazionale di un posto ogni sedici alunni

Il nuovo quadro sull’organico degli educatori, basato su dati ministeriali non ancora definitivi, restituisce una fotografia molto precisa del fabbisogno rilevato dagli Uffici scolastici. A livello nazionale gli alunni interessati sono 34.783, mentre i posti complessivi assegnati arrivano a 2.224.

Il primo dato da osservare è il rapporto generale tra studenti e posti disponibili: in media, il contingente corrisponde a circa un posto ogni 15,6 alunni. È un valore utile per leggere meglio le differenze tra i territori, perché non tutte le province e non tutte le regioni si collocano allo stesso livello. Alcune aree mostrano una dotazione più vicina al fabbisogno numerico, altre invece presentano un rapporto più alto tra alunni e posti.

La regione con il contingente più consistente è il Veneto, che guida la classifica nazionale con 4.435 alunni e 281 posti assegnati. Il dato veneto è significativo non solo perché rappresenta il numero più alto di posti tra le regioni, ma anche perché si avvicina molto alla media nazionale: circa un posto ogni 15,8 alunni. Questo significa che il peso del Veneto nel contingente complessivo è forte, ma non appare sproporzionato rispetto al numero di studenti coinvolti.

Alle sue spalle si collocano il Lazio con 201 posti, la Calabria con 174, la Sardegna con 167, la Lombardia con 159, la Toscana con 154, la Campania con 151, la Sicilia con 148 e il Piemonte con 140. In fondo alla graduatoria, invece, compaiono regioni più piccole come la Basilicata, con 31 posti, la Liguria, con 38, e l’Umbria, con 43.

Roma prima provincia, a Udine rapporto più favorevole

Se si passa dal livello regionale a quello provinciale, il quadro diventa ancora più interessante. La provincia con il numero più alto di alunni è Roma, con 2.023 studenti e 123 posti assegnati. È il contingente provinciale più rilevante tra quelli indicati e conferma il peso della Capitale nel sistema nazionale. Il rapporto è di circa un posto ogni 16,4 alunni, quindi leggermente superiore alla media nazionale.

Tra le province con numeri importanti emergono anche Napoli, con 1.106 alunni e 62 posti, Parma, con 1.102 alunni e 59 posti, Padova, con 1.061 alunni e 61 posti, Verona, con 1.552 alunni e 82 posti, Torino, con 1.582 alunni e 80 posti, Palermo, con 1.660 alunni e 82 posti, e Udine, con 1.609 alunni e 115 posti.

Proprio il confronto tra queste province mostra differenze non secondarie. Udine, pur avendo un numero di alunni molto alto, dispone di 115 posti, con un rapporto di circa un posto ogni 14 alunni. È una dotazione più favorevole rispetto alla media nazionale e anche rispetto a molte grandi province. Palermo, al contrario, con 1.660 alunni e 82 posti, arriva a circa un posto ogni 20,2 alunni. Anche Torino, con 1.582 alunni e 80 posti, si colloca su un rapporto elevato, vicino a un posto ogni 19,8 alunni.

Il caso di Verona è intermedio: 1.552 alunni e 82 posti significano circa un posto ogni 18,9 alunni. Napoli, con 62 posti per 1.106 alunni, si attesta intorno a un posto ogni 17,8 alunni, mentre Padova presenta un rapporto più contenuto, circa un posto ogni 17,4 alunni.

Lombardia più frammentata

La Lombardia mostra una distribuzione particolare, perché i suoi 159 posti sono ripartiti su sette province. Milano assorbe la quota più alta, con 54 posti e 964 alunni, seguita da Bergamo con 38 posti, Sondrio con 23, Pavia con 15, Lodi con 14, Brescia con 10 e Cremona con 5. La regione non concentra quindi tutto il contingente su un solo territorio, ma lo distribuisce su più aree, anche se Milano resta il polo principale.

Diverso il quadro di Campania e Sicilia, dove il peso maggiore ricade sui grandi centri urbani. In Campania, Napoli da sola conta 1.106 alunni e 62 posti, mentre le altre province hanno numeri più bassi: Avellino arriva a 36 posti, Caserta a 24, Salerno a 19 e Benevento a 10. In Sicilia il ruolo centrale è di Palermo, con 1.660 alunni e 82 posti; molto più distanti Catania con 31 posti, Trapani con 17, Agrigento e Ragusa con 5 posti ciascuna.

La Toscana e il Veneto presentano invece una distribuzione più articolata. In Toscana spicca Arezzo con 65 posti, seguita da Prato con 41, Firenze con 28, Massa Carrara con 9, Grosseto con 6 e Pistoia con 5. In Veneto il contingente è diviso soprattutto tra Verona, con 82 posti, Venezia, con 70, Padova, con 61, e Belluno, con 44.

Il dato complessivo conferma quindi un fabbisogno ampio, ma distribuito in modo non uniforme. I 2.224 posti non seguono soltanto il peso demografico delle grandi città: in alcuni casi incidono anche distribuzioni territoriali più diffuse e rapporti diversi tra numero di alunni e posti assegnati.