Si allontana la possibilità che arretrati e aumenti stipendiali per docenti e Ata possano arrivare già in estate, almeno a giudicare dal rallentamento che ha subito nelle ultime settimane la procedura di ufficializzazione della trattativa conclusa all’Aran per l’ipotesi di contratto, relativamente alla parte economica.
Arretrati e aumenti in ritardo
Ora si sta discutendo la parte normativa, per la quale serviranno sicuramente altri incontri. Ma per gli aumenti di stipendio e il pagamento degli arretrati si era arrivati in tempi brevi a un accordo cui però adesso non sta facendo seguito l’ufficializzazione dello stesso che consentirebbe l’erogazione a docenti e ata di quanto spettante.
A sollevare la questione Flc Cgil, che sottolinea come le lungaggini burocratiche cui stiamo assistendo stanno finendo inevitabilmente per penalizzare il personale scolastico in attesa di arretrati e aumenti di stipendio. Cifre che potrebbero arrivare e in busta paga a luglio ma solo se si chiudesse la parte formale entro giugno. Ipotesi a questo punto sempre meno probabile.
Il motivo? L’ipotesi del CCNL Istruzione per il triennio 2025-27, firmata da tutte le sigle sindacali presenti al tavolo il primo aprile di quest’anno, è ancora sulla scrivania di chi deve concedere il nullaosta.
Una scena già vista: dopo il tentativo di stringere i tempi per firmare il contratto si dilapida il tutto con burocrazia farraginosa e tempistiche bibliche.
Rischio rinvio dopo l’estate
Francesco Sciandrone, sindacalista della Uil Scuola, ha assicurato che l’obiettivo sindacale e del governo è chiudere entro giugno. Consentirebbe anche a chi va in pensione dal primo settembre di ottenere il ricalcolo dell’assegno già sullo stipendio aggiornato.
Tutto il contrario di quello che accadrebbe se la firma arrivasse dopo l’estate.
Di che cifre stiamo parlando? Se ne è già parlato diverse volte al momento della firma sul contratto, ma vale la pena ricordarlo: per quel che riguarda gli arretrati, un docente della secondaria di secondo grado nelle fasce più alte prenderà circa 1.168 euro lordi. Un insegnante di infanzia o primaria tra 694 e 991 euro. Per il personale Ata tra 540 e quasi 700 euro; per gli assistenti tecnici e amministrativi oltre gli 800; i Dsga (i funzionari con elevata qualificazione) arrivano a 1.200.