In attesa di capire le tempistiche per il pagamento degli arretrati per il personale scolastico, docenti e ata, relativo al recente rinnovo di contratto valido fino al 2027, arrivano certezze da parte del Ministero dell’Istruzione e del Merito circa la situazione dei dirigenti scolastici.
Circa mille euro di arretrati
Il Mim ha raggiunto un accordo che dà certezze circa tempistiche e modalità del pagamento da effettuare tramite NOIPA relativo al saldo centralizzato delle integrazioni dal 2020 al 2023. Nello specifico, si tratta degli anni scolastici 2020/21, 2021/22 e 2022/23.
Il pagamento sarà inserito nel prossimo cedolino del mese di giugno. Non ci sono cifre univoche per tutti, ma in base a un calcolo medio si può affermare che ogni dirigente scolastico percepirà circa 1.000 euro lordi. E’ questo il risultato del calcolo sulla base della fascia di complessità di ciascun istituto per le tre annualità considerate.
Interessante la modalità di pagamento degli arretrati, considerato che come riferito e deciso dal Ministero, il saldo si verificherà in forma massiva e centralizzata, senza coinvolgere le Ragionerie Territoriali dello Stato. Per quel che riguarda invece le tempistiche di pagamento, l’Amministrazione ha spiegato che si verificheranno “in contemporanea e in un’unica soluzione” per tutti i dirigenti scolastici d’Italia.
Ata e docenti sperano in luglio
Il CCNI in cui sono regolamentati questi importi è stato firmato in maniera ufficiale lo scorso 4 marzo.
Il Ministero ha comunicato per le vie brevi l’avvio della procedura esecutiva, che si riferisce appunto alle tre annate scolastiche consecutive 2020/21, 2021/22 e 2022/23.
Ora si aspetta la firma ufficiale sull’ipotesi di contratto inerente personale ata e docenti. Se si riuscirà a firmare entro giugno, gli importi relativi agli arretrati potrebbero essere inseriti in busta paga già a partire dal prossimo mese di luglio, in caso contrario il saldo rischia di slittare all’inizio del prossimo anno scolastico. Nel frattempo all’Aran proseguono gli incontri tra ministero e sindacati per raggiungere un accordo anche per quel che riguarda la parte normativa del rinnovo di contratto, che include tra le altre cose anche i buoni pasto.