Gli “zero” presenti nelle graduatorie regionali non indicano automaticamente posti liberi per il ruolo: i dati sono ancora incompleti e destinati a cambiare.
La pubblicazione delle tabelle relative alle graduatorie regionali è un elemento importante per scegliere dove inserirsi, ma non può essere considerato un riferimento assoluto. In questo senso, prendere in considerazione le graduatorie con “zero” accanto ad alcune classi di concorso può essere una strategia utile, ma non bisogna dare per scontato che siano graduatorie vuote con maggiori possibilità di assunzione a prescindere.
Il motivo è che la situazione è molto più complessa e quei numeri devono essere interpretati con cautela. Gli “zero”, infatti, indicano semplicemente che al momento della pubblicazione non risultano candidati presenti in quella specifica graduatoria o classe di concorso. Non rappresentano però il quadro definitivo del reclutamento.
Dati ancora incompleti
Le tabelle diffuse dagli Uffici scolastici infatti al momento non tengono ancora conto di diversi elementi che potrebbero modificare sensibilmente la situazione nelle prossime settimane. Tra questi ci sono gli idonei rientranti nel 30% aggiuntivo, i candidati del PNRR3 e gli aspiranti che presenteranno domanda negli elenchi regionali.
Non solo: bisogna anche tenere presente che ci sono altri fattori ancora in evoluzione, come gli effetti della mobilità dei docenti e il contingente definitivo delle assunzioni autorizzato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Per tutta questa serie di motivi, gli “zero” non possono essere considerati una garanzia di immissione in ruolo, ma sicuramente un elemento da valutare.
Il rischio delle scelte basate solo sui numeri
Non è la prima volta che i candidati hanno scelto province o regioni osservando esclusivamente i dati dell’anno precedente, convinti di trovare graduatorie meno affollate. Ma questo non costituisce una garanzia, perché poi un numero elevato di domande concentrate nelle stesse aree satura rapidamente territori inizialmente considerati favorevoli.
Ecco perché, oltre alle tabelle pubblicate in questi giorni, è bene scegliere la propria destinazione in base a motivazioni professionali e personali che dovrebbero andare oltre la semplice probabilità di assunzione. Le graduatorie infatti potrebbero (e quasi sicuramente lo faranno) cambiare ancora, considerato che il quadro delle assunzioni per il prossimo anno scolastico è ancora in fase di definizione e potrebbe subire variazioni anche nelle prossime settimane.