L’algoritmo per le supplenze sta per cambiare, con il nuovo sistema di ripescaggio con cui si dovrebbe dire addio a ingiustizie e punteggi ignorati per sedi non espresse. Nel frattempo però proseguono sentenze che di fatto confermano la bontà della decisione del ministero di inserire il nuovo sistema di algoritmo nell’ordinanza di inizio anno.
L’ultima in ordine di tempo arriva dalla sentenza n. 1796/2024 emessa dal Tribunale di Velletri – Sezione Lavoro e depositata il 30 aprile 2026. Il giudice Claudio Silvestrini ha condannato il Ministero dell’Istruzione e del Merito, l’Ufficio scolastico regionale del Lazio e l’Ufficio scolastico provinciale di Roma per aver attribuito una supplenza annuale a un docente con punteggio inferiore, escludendo invece chi avrebbe avuto diritto all’incarico secondo l’ordine delle GPS. Il docente danneggiato otterrà un risarcimento superiore a 4 mila euro.
Supplenza assegnata ignorando il punteggio in graduatoria
La vicenda riguarda l’anno scolastico 2023/2024 e la classe di concorso ADMM. I fatti: un insegnante precario, inserito regolarmente nelle Graduatorie provinciali per le supplenze, era stato escluso dall’assegnazione di una supplenza fino al termine delle attività didattiche, nonostante avesse un punteggio superiore rispetto ad altri candidati convocati prima di lui.
Secondo il Tribunale, le amministrazioni coinvolte non hanno rispettato le regole previste dall’Ordinanza ministeriale n. 112 del 2022, violando così i criteri di trasparenza, imparzialità e meritocrazia che devono guidare le procedure pubbliche di assegnazione degli incarichi.
Oltre 4 mila euro di risarcimento al docente escluso
La decisione del giudice prevede una condanna congiunta delle tre amministrazioni al pagamento di 4.040,99 euro. La cifra comprende sia il mancato guadagno economico derivante dalla perdita della supplenza annuale, sia il danno legato alla mancata attribuzione dei 12 punti che il docente avrebbe maturato in graduatoria svolgendo l’incarico.
Quei punti, infatti, avrebbero potuto incidere concretamente sulle successive possibilità di nomina e sul posizionamento nelle GPS degli anni successivi. Alla somma stabilita dal Tribunale si aggiungono inoltre interessi, rivalutazione monetaria e spese legali.
Il principio confermato dal Tribunale
Il giudice con questa sentenza ha chiarito che l’ordine delle GPS deve essere rispettato rigorosamente e che non esistono margini discrezionali che consentano di assegnare supplenze a candidati con punteggi inferiori.
