In vista dell’apertura delle domande per gli elenchi regionali per il ruolo della prossima settimana, i candidati interessati a far parte della procedura stanno cercando di capire le migliori strategie per ottimizzare le possibilità di convocazione di questo nuovo canale di immissione in ruolo che l’onorevole Pittoni ha definito un momentaneo doppio canale di reclutamento, lasciando sullo sfondo quello vero e proprio su posto comune (c’è già lo scorrimento su prima fascia gps sostegno) invocato anche dai sindacati.
Le riserve
I candidati che presenteranno domanda potranno scegliere una sola regione: potrà essere la stessa in cui hanno svolto il concorso o un’altra. Si potrà anche indicare l’eventuale titolo di precedenza ex legge 68/99, considerato che non sono concesse altre riserve,
A parità di procedura concorsuale, avrà un vantaggio chi si iscrive nella regione in cui ha sostenuto il concorso.
La normativa prevede che gli elenchi vengano organizzati in ordine cronologico dei bandi. La precedenza andrà al concorso ordinario 2020, poi lo straordinario “510”, quindi le procedure PNRR. Nell’ambito di ogni concorso, la priorità seguirà sia la regione di svolgimento sia il punteggio.
La criticità strategica
Secondo Anief, bisogna mettere in conto una criticità strategica. Si verificheranno alcune circostanze per cui alcuni candidati, se si inseriranno nella stessa regione del concorso, troveranno poca convenienza. Il motivo, secondo Anief, sarebbe che risulterebbe “come mettersi in coda a se stessi”. Il motivo è che le graduatorie principali verranno comunque utilizzate prima degli elenchi aggiuntivi.
In ogni caso ci saranno delle indicazioni grazie alla pubblicazione, prima delle domande di maggio, da parte degli Uffici scolastici regionali inerente il quadro aggiornato delle graduatorie di merito residue. In questo modo si potranno scegliere con maggior criterio le sedi, indicando la reale disponibilità di posti nelle diverse regioni.