Pittoni risponde alle recenti critiche sul doppio canale: il progetto di reclutamento strutturale prende forma con gli elenchi regionali, ma i numeri iniziali saranno contenuti.
Il confronto sugli elenchi regionali
Interviene nel dibattito sul reclutamento dei docenti Mario Pittoni, responsabile Istruzione della Lega ed ex presidente della Commissione Cultura al Senato. Il riferimento è alle osservazioni emerse durante un question time di Orizzonte Scuola, in cui il sindacalista Antonio Antonazzo aveva parlato di “confusione” nel collegamento tra elenchi regionali e doppio canale, esprimendo dubbi anche sul numero delle assunzioni.
Pittoni respinge questa lettura, sostenendo che un legame tra le due misure esiste già, pur in una fase ancora iniziale. “Il collegamento con il doppio canale c’è, anche se ovviamente non siamo ancora all’articolata costruzione sulla quale si sta ragionando con l’Europa, di cui gli elenchi regionali costituiranno un pezzo importante”, ha dichiarato.
Il progetto del doppio canale
Pittoni ha spiegato che gli elenchi regionali rappresentano un passaggio significativo verso un modello di reclutamento più stabile. “Rappresentano la prima apertura della Commissione europea a un pilastro del nostro progetto di doppio canale”, ha affermato, sottolineando l’obiettivo di costruire percorsi che non prevedano ulteriori prove selettive.
Secondo il responsabile leghista, il sistema attuale ha spesso costretto gli aspiranti docenti a un percorso lungo e frammentato, caratterizzato da procedure ripetute e anni di precariato. Il nuovo impianto, nelle intenzioni, punta invece a ridurre questi passaggi e a favorire un accesso più lineare alla professione.
Assunzioni, numeri limitati nella prima fase
Per quel che riguarda invece le immissioni in ruolo, Pittoni invita alla cautela. Il meccanismo, nella fase iniziale, inciderà solo sulla distribuzione dei posti disponibili, senza produrre effetti immediati in termini di grandi numeri.
“Riguardo ai posti, ho più volte sottolineato che si va ad attivare un meccanismo che in prima battuta non potrà garantire un elevato numero di assunzioni”, ha spiegato, indicando come possibile evoluzione una fase successiva, una volta conclusi i concorsi legati al PNRR.
L’obiettivo è quello di favorire lo scorrimento delle graduatorie già esistenti. Non a caso, viene richiamato il precedente del 2023, quando, in assenza dei vincitori di alcune procedure, furono assunti oltre 22mila idonei del concorso ordinario 2020. A fine luglio in programma la scelta per le max 150 preferenze.