Pittoni: “Trasformare Gps in Gpsr attuando doppio canale anche su posto comune”

Trasformare le GPS in GPSR. È la sfida che deve vincere la scuola italiana nel prossimo futuro per superare la supplentite e dare risposte concrete al precariato storico. Con l’avvicinarsi della fine della fase PNRR, che coinciderà con la conclusione del PNRR 3, l’Italia avrà finalmente la possibilità di sfruttare maggiori margini di manovra in tema di reclutamento docenti.

Obiettivo doppio canale

L’obiettivo dichiarato è chiaro: affiancare ai concorsi scuola, che continueranno con il ritmo di uno all’anno secondo quanto dichiarato dal ministero nei mesi scorsi, le assunzioni da GPS, in modo da creare quel doppio canale di reclutamento che rappresenterebbe la vera svolta per la scuola italiana.

Lo sostiene Mario Pittoni, responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega ed ex presidente della Commissione Cultura al Senato.

“Per quanto riguarda il doppio canale di reclutamento dei docenti, l’attenzione adesso è sul cosiddetto precariato storico a partire dalle Graduatorie provinciali per le supplenze (GPS), che per un certo periodo hanno già consentito l’accesso al ruolo sia sul sostegno che per posto comune”, ha dichiarato.

Doppio canale che è già stato sperimentato, e continua a esserlo, unicamente sul sostegno, ma in maniera limitata. Parliamo dello scorrimento della prima fascia GPS sostegno, cui fa seguito in estate la mini call veloce. Procedure che quest’anno dovranno fare anche i conti con gli elenchi regionali per il ruolo, che avranno priorità su queste due procedure.

Divario di spesa

Non basta: bisogna estendere il meccanismo anche al posto comune. Secondo Pittoni, quello del sostegno rappresenta “un precedente significativo nello sviluppo del progetto di diversificazione del reclutamento degli insegnanti”. Ora si vuole estendere l’assunzione strutturale dalle GPS anche per i posti comuni. L’obiettivo è arrivare alle GPSR (Graduatorie provinciali per le supplenze e il ruolo).

Ma non basta: per abbattere la supplentite è necessario ridurre “il divario di spesa tra ruolo e supplenza”. Questione che fa “resistere” la convenienza ad assumere precari: “Finora a raffreddare le buone intenzioni ci ha pensato il notevole risparmio economico che nel nostro Paese comporta affidarsi a supplenti”. “L’eventuale riavvicinamento del costo unitario tra le due categorie, che di fatto hanno le stesse responsabilità, agevolerebbe il superamento delle storiche perplessità degli organi economici sulla stabilizzazione degli insegnanti”.

“Il decreto PA 2025 ha tra le altre cose sospeso l’applicazione di alcuni limiti imposti dalla norma sui concorsi, se pubblicati entro il 31 dicembre 2025 anche qualora le graduatorie vengano approvate nel corso del 2026”.

“Con l’ultima Manovra il Governo si è impegnato a valutare la sospensione o la limitazione dell’indizione di nuovi concorsi per profili professionali già presenti in graduatorie vigenti – conclude Pittoni – privilegiandone lo scorrimento”.

FAQ

1. Ci saranno nuovi concorsi scuola dopo il PNRR 3?
Sì. La conclusione del ciclo PNRR non segna la fine dei concorsi, che continueranno con nuove procedure ordinarie.

2. Quando è previsto il prossimo concorso scuola?
Le previsioni indicano un nuovo bando tra fine 2026 e inizio 2027.

3. Quando si svolgeranno le prove del prossimo concorso?
Probabilmente nel corso del 2027, con assunzioni a partire dall’anno scolastico 2027/2028.

4. I vincitori del PNRR 3 saranno assunti subito?
No. Le assunzioni saranno distribuite su più anni, non tutte a settembre 2026.

5. Qual è l’obiettivo del nuovo sistema di reclutamento?
Rendere i concorsi più frequenti e ridurre il precariato, garantendo maggiore continuità nelle assunzioni.