Accordo sul contratto Istruzione e Ricerca 2025-2027: aumenti differenziati tra docenti e Ata, arretrati maturati e incrementi complessivi fino al 16% nel comparto.
Aumenti, arretrati e tre tranche: cosa cambia negli stipendi
La firma sulla parte economica del contratto Istruzione e Ricerca 2025-2027 rappresenta il terzo rinnovo dell’attuale legislatura e consente di conferire ulteriori incrementi retributivi per oltre un milione di lavoratori del comparto pubblico. Gli aumenti saranno distribuiti in tre momenti distinti, con decorrenza dal 1° gennaio 2025, 2026 e 2027, includendo anche l’anticipazione Ipca già erogata.
A regime, dal 2027, l’incremento medio sarà pari a 137 euro lordi mensili su tredici mensilità. La cifra sale a 143 euro per i docenti, mentre si attesta a 107 euro per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario.
La sottoscrizione arriva nel corso del secondo anno del triennio contrattuale, quindi maturano anche gli arretrati. Le stime indicano importi compresi tra circa 815 e 1.250 euro, variabili in base al profilo professionale.
Se si considerano gli ultimi tre rinnovi contrattuali consecutivi, l’aumento complessivo raggiunge i 395 euro medi mensili, che diventano 412 euro per gli insegnanti.
Firma unitaria e commenti: dalle sigle ai vertici istituzionali
L’intesa è stata sottoscritta da tutte le principali organizzazioni sindacali, al termine di un confronto articolato in tre sessioni negoziali. Per la Cgil, si tratta di un intervento che punta a recuperare il potere d’acquisto, con incrementi in linea con l’andamento dell’inflazione. La Cisl Scuola evidenzia invece la rapidità della firma rispetto al passato, mentre la Uil Scuola colloca l’accordo in un contesto economico ancora segnato dall’aumento dei prezzi. Valutazioni positive arrivano anche da Snals, Anief e Gilda.
Dal lato istituzionale, il presidente dell’Aran Antonio Naddeo sottolinea come si tratti di una chiusura rapida per un contratto che interessa una quota rilevante del pubblico impiego. Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara e la sottosegretaria Paola Frassinetti richiamano il percorso avviato nella legislatura, con tre rinnovi consecutivi per il comparto scuola. Il ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo evidenzia un incremento complessivo del 16% per circa 1,3 milioni di lavoratori, mentre la presidente del Consiglio Giorgia Meloni parla di un risultato senza precedenti nella tempistica dei rinnovi.
Platea coinvolta e nuove tutele previste
L’accordo interessa circa 1,2 milioni di dipendenti distribuiti tra istituzioni scolastiche, università, enti pubblici di ricerca e settore Afam. Si tratta del primo contratto pubblico chiuso nell’attuale fase negoziale.
Tra le novità inserite nell’intesa compare anche il rafforzamento delle tutele per il personale, con l’estensione della copertura legale in caso di aggressioni, già prevista per il settore sanitario. Questo aspetto sarà definito nella parte normativa del contratto che, nelle intenzioni dei sindacati, dovrebbe comprendere anche i buoni pasto per i docenti.
