Archiviato il pagamento di arretrati, aumenti di stipendio e bonus una tantum relativi al contratto scuola appena firmato, è già il momento di guardare al prossimo e, in quest’ottica, sono riprese all’ARAN le trattative tra ministero e sindacati. Gli obiettivi del nuovo rinnovo sono già chiari, in virtù delle risorse già stanziate da Governo e ministero: nelle tasche del personale scolastico arriveranno aumenti del 5,4%, pari a 143 euro per i docenti e 104 euro per il personale ATA.
La questione dei buoni pasto
L’obiettivo è arrivare a quei 416 euro totali annunciati dal ministero relativi agli ultimi tre rinnovi contrattuali. Basterà per compensare l’inflazione e adeguare gli stipendi a quelli del resto della pubblica amministrazione e dei colleghi europei? Non ancora, ma è sicuramente un passo in avanti. Fa però da contraltare la diminuzione della Carta del docente di oltre 100 euro, che viene vista da alcuni come una sorta di compensazione a questi aumenti. In realtà non si tratta di una decurtazione dovuta a un ridimensionamento delle risorse, quanto piuttosto alla conseguenza dell’allargamento della platea dei beneficiari anche ai docenti precari, senza un corrispondente aumento dei fondi disponibili.
Non si discuterà solo della parte economica, ma anche della parte normativa. In questo senso c’è grande attesa per la questione dei buoni pasto per i docenti, ritenuta cruciale da alcuni sindacati per arrivare alla firma definitiva del contratto.
Le tabelle Aran
Meno sorprese dovrebbero arrivare proprio dalla parte economica, sia in senso positivo sia in senso negativo, considerato che i fondi sono già stati stanziati con l’ultima Legge di Bilancio e difficilmente ci si discosterà da quelle cifre.
In base alle risorse previste, dovrebbe esserci un aumento del 5,4% sulle retribuzioni, che dovrebbe tradursi in aumenti medi di circa 143 euro lordi mensili per i docenti.
Per il personale ATA, invece, gli aumenti dovrebbero aggirarsi intorno ai 104 euro lordi mensili. Per conoscere le cifre definitive sarà necessario attendere la pubblicazione delle tabelle elaborate dall’ARAN.
