Marzo si apre con scioperi e agitazioni in diversi settori. Il 9 marzo giornata critica per la scuola con lo stop proclamato dalla Flc Cgil.
Sciopero generale e mobilitazioni in tutta Italia
Il mese di marzo potrebbe essere ricordato come il mese degli scioperi. Sono in programma, ma ancora da ufficializzare, una serie di mobilitazioni sindacali che interesseranno diversi settori. Il calendario delle proteste prevede uno sciopero generale nazionale il 9 marzo, accompagnato da altre agitazioni che potrebbero estendersi fino alla fine del mese.
Le iniziative non risparmiano alcun comparto, tra cui trasporto pubblico locale, settore aereo, scuola e servizi pubblici. Il rischio maggiore deriva dalla sovrapposizione di più proteste che potrebbe comportare disagi diffusi nei servizi essenziali, soprattutto nei giorni centrali delle mobilitazioni.
Scuola ferma il 9 marzo con lo sciopero Flc Cgil
Si comincia, per la scuola, lunedì 9 marzo, considerato che allo sciopero generale nazionale si aggiungerà anche l’astensione proclamata dalla Flc Cgil.
Il sindacato ha indetto una giornata di mobilitazione che coinvolgerà scuola, università, ricerca, Afam, formazione professionale e istituti non statali. Alla base della protesta, secondo quanto spiegato dall’organizzazione sindacale, la volontà di richiamare l’attenzione sui diritti delle donne nel mondo del lavoro.
Tra i temi indicati figurano il divario retributivo di genere, la diffusione del lavoro precario, il peso del lavoro di cura ancora in larga parte sostenuto dalle donne e la scarsa valorizzazione economica di molte professioni a forte presenza femminile.
Nel comunicato diffuso dal sindacato si legge: “Intendiamo riaffermare i diritti delle donne, a partire da quello all’autodeterminazione e alla parità di genere, davanti alla evidente recrudescenza di una cultura maschilista, misogina e patriarcale”.
I temi della protesta e le richieste del sindacato
Tra le questioni evidenziate dalla Flc Cgil figura anche il tema dell’educazione nelle scuole. Il sindacato ha denunciato l’assenza di un percorso strutturato di educazione sessuo-affettiva, strumento importante in un contesto segnato dall’aumento dei casi di violenza tra giovani.