Scuole chiuse Referendum 2026: le date di stop alle lezioni e i plessi interessati

Tra circa un mese le scuole sede di seggio resteranno chiuse per dare spazio alle votazioni per il Referendum sulla Giustizia. Le date fissate dal Governo per la consultazione popolare sono il 22 e 23 marzo. Non tutte le scuola naturalmente saranno coinvolte, ma solo quelle individuate come sede di seggio. Le sedi coinvolte resteranno chiuse dal sabato al martedì che fa riferimento al weekend delle votazioni. Per sapere se la scuola di proprio interesse è sede di seggio, si possono verificare le circolari del proprio istituto.

Le date scelte

In virtù dell’appuntamento con le urne fissato per domenica 22 e lunedì 23 marzo, sarà necessario una variazione non prevista del calendario scolastico a inizio anno. Il referendum sulla giustizia costringerà alla sospensione delle lezioni per tutti quegli istituti coinvolti dai seggi elettorali.

I giorni in cui si vota sono due, ma per consentire insediamento del seggio e verifica dei voti, la sospensione didattica sarà più ampia. Indicativamente la sospensione dovrebbe avvenire dal sabato al venerdì del weekend individuato per le votazioni, ma in alcuni casi si potrebbe decidere di sospendere le lezioni anche dal venerdì.

Le scuola interessate

Pur non essendo una regola indicativamente sono le scuole primarie e secondarie di primo grado quelle maggiormente coinvolte, perché di proprietà comunale. Escluse quasi sempre le scuole superiori in quanto gestite dalle Province. Ma in presenza di accordi specifici, alcune potrebbero essere oggetto di sede.

La certezza la si può avere leggendo la circolare del Dirigente Scolastico o controllare le comunicazioni del Comune di residenza. Si può anche verificare se la propria scuola è interessata consultando il sito dell’istituto o gli elenchi ufficiali delle sezioni elettorali.

Il referendum

Il prossimo referendum riguarda la riforma della giustizia promossa dal ministro Carlo Nordio.

In sintesi, si chiede ai cittadini di esprimersi su alcune modifiche al sistema giudiziario, tra cui la separazione delle carriere tra magistrati requirenti (pm) e giudicanti (giudici), cambiamenti nel funzionamento del Csm, interventi su responsabilità e valutazione dei magistrati. Il voto sarà un sì o un no alle norme previste dalla riforma. È un referendum che tocca l’equilibrio tra potere politico e magistratura, quindi un tema istituzionale centrale.