È ormai certezza la mancata pubblicazione del decreto interministeriale per la Carta del Docente 2025/26 entro il 30 gennaio. Un ritardo che sta sorprendendo, perché se è vero che il bonus 500 euro (sarà questa la cifra?) quest’anno è caratterizzato da molte incertezze, si pensava che il rinvio a gennaio consentisse comunque di rispettare le scadenze annunciate dal ministero.
In attesa del decreto
E invece il mese di gennaio è trascorso non solo senza la pubblicazione del decreto interministeriale che doveva annunciare date di pagamento e importo pro capite, ma anche senza alcuna comunicazione del ministero a giustificare questo ennesimo ritardo e rinvio di un bonus molto atteso dai docenti.
Ricordiamo che il bonus da quest’anno, ed è il principale motivo del rinvio al nuovo anno di un importo che veniva sempre erogato qualche settimana dopo l’inizio del nuovo anno scolastico, riguarda anche i precari con un ampliamento della platea dei beneficiari che sta comportando rinvii e probabilmente comporterà anche riduzione dell’importo rispetto ai 500 euro soliti.
La situazione dei supplenti temporanei
Niente da fare invece per i docenti con supplenze temporanee. Infatti per questa categoria di precari la normativa non prevede un accredito automatico. Non sappiamo ancora quando è prevista l’apertura della piattaforma per il 2025/26, ma in qualunque momento questo avverrà, questi docenti non risulteranno tra i beneficiari del bonus.
Tutto ciò nonostante una recente sentenza della Corte di Giustizia Europea, del 3 luglio 2025, abbia sancito che la Carta del Docente è un diritto di tutti i precari, a prescindere dalla durata del contratto.
Come devono fare allora questi docenti? Fino a quando il riconoscimento non diventerà automatico, bisognerà procedere all’acquisizione mediante ricorso giudiziario. Sempre secondo la normativa, si tratta di un diritto che può essere rivendicato anche per i contratti stipulati negli ultimi cinque anni, in base alla prescrizione quinquennale.