Le GPS finiscono sotto inchiesta: punteggi, certificazioni e un meccanismo che premia chi investe di più

La trasmissione Report ha dedicato un servizio al funzionamento delle GPS, le Graduatorie Provinciali per le Supplenze che regolano l’assegnazione degli incarichi ai docenti precari e che a breve verranno aggiornate per il prossimo biennio con la presentazione delle domande da parte dei docenti interessati (siamo ancora in attesa dell’ordinanza, la finestra temporale dovrebbe essere a febbraio).

Attraverso testimonianze raccolte sul campo tra insegnanti e operatori del settore, l’inchiesta evidenzia un sistema in cui il punteggio accumulato risulta spesso decisivo, non solo in base all’esperienza o alla preparazione didattica, ma anche alla capacità di sostenere costi aggiuntivi per corsi e certificazioni.

Il quadro che emerge è quello di una competizione permanente, in cui pochi punti possono determinare l’accesso o meno a un incarico annuale, trasformando le graduatorie in un meccanismo altamente selettivo e spesso percepito come iniquo.

Certificazioni linguistiche e punteggi “pesanti”

Uno degli aspetti centrali del servizio riguarda il peso attribuito alle certificazioni linguistiche. Report documenta come una parte consistente dei punti utili per scalare le graduatorie derivi da attestati formali, anche quando la competenza linguistica effettiva appare marginale o insufficiente. Il sistema, così strutturato, finisce per incentivare l’acquisto di titoli piuttosto che l’acquisizione reale delle competenze, alimentando dubbi sulla qualità della formazione e sulla coerenza dei criteri di valutazione.

Secondo le testimonianze raccolte, il valore attribuito a queste certificazioni può risultare determinante nel sorpassare colleghi con maggiore esperienza sul campo, ma con minori possibilità economiche di investire in corsi aggiuntivi.

Una competizione esasperata tra docenti

Il clima descritto nel servizio è quello di una competizione continua tra precari, spesso costretti a contendersi gli stessi incarichi. Report racconta un sistema percepito come una “guerra tra poveri”, in cui i docenti si trovano l’uno contro l’altro, spinti a inseguire punteggi sempre più alti pur di non restare esclusi dal lavoro.

Questa dinamica, secondo l’inchiesta, rischia di snaturare il senso stesso delle graduatorie, nate per garantire criteri oggettivi e trasparenti, ma diventate nel tempo uno strumento che amplifica disuguaglianze e frustrazioni.

Corsi, esami e modalità discutibili

Il servizio di Report dedica ampio spazio anche alle modalità di funzionamento di alcuni enti di formazione. Vengono descritte situazioni in cui, dopo il pagamento dell’iscrizione a un corso linguistico, l’accesso ai materiali di studio risulta ritardato o assente, mentre viene comunque offerta la possibilità di sostenere l’esame. In alcuni casi, secondo quanto ricostruito dalla trasmissione, le prove d’esame verrebbero anticipate ai candidati o accompagnate da indicazioni tali da svuotare di significato la verifica delle competenze.