Elenchi regionali per il ruolo: ecco le riserve che si potranno sfruttare per le assunzioni

Gennaio è il mese dell’attesa delle ordinanze e dei decreti. Quella per l’aggiornamento delle Gps 2026, quella per i decreti che sanciranno l’avvio degli elenchi regionali per il ruolo e dei percorsi abilitanti. Proprio il decreto per gli elenchi regionali è uno dei più attesi, sia in considerazione del fatto che si tratta di una novità assoluta, una nuova possibilità fornita dal ministero e dal sistema scuola, ribattezzato doppio canale di reclutamento momentaneo (dall’onorevole Pittoni), sia per il fatto che il decreto era atteso già per fine dicembre dello scorso anno, ma poi è stato rimandato.

Le riserve utili

Per sommi capi i dettagli del funzionamento degli elenchi regionali sono stati già presentati nelle scorse settimane, ma ci sono ancora alcuni elementi da chiarire. Come ad esempio la questione delle riserve di legge applicabili nel caso delle assunzioni effettuate tramite gli elenchi regionali.

Il tema delle riserve è sempre molto controverso: atteso da chi ne può usufruire, condannato da chi le ritiene un vantaggio che poco ha a che fare con i meriti legati all’insegnamento. Quali sono le riserve di legge siano effettivamente applicabili a questo tipo di assunzioni?

Secondo i sindacati, bisogna partire dal presupposto che si tratta di elenchi e non di una procedura concorsuale autonoma. Questa è una distinzione importante per capire che le riserve applicabili sono esclusivamente quelle previste dalla legge 68/1999 per le categorie protette.

Il parere del Cspi

Questo esclude di fatto la possibilità di usufruire delle riserve per i militari in ferma breve, per chi ha svolto il servizio civile universale né la riserva del 30% per i docenti con tre anni di servizio. Il motivo è che si tratta di riserve previste unicamente nell’ambito delle procedure concorsuali.

Ora aspettiamo il decreto definitivo, che scioglierà gli ultimi dubbi sul funzionamento degli elenchi regionali ma che potrà arrivare solo dopo il parere del CSPI.