Nessun concorso per la progressione della carriera docenti e sistema flessibile con incarichi rinnovabili ogni 3 anni. Il Trentino sperimenta un nuovo metodo di crescita professionale per gli insegnanti, basato sulla logica che chi si impegna cresci, chi smette perdi lo status.
Lo sviluppo professionale
Lo promuove e presenta l’assessora all’istruzione della Provincia di Trento, Francesca Gerosa. Sarà operativo entro fine gennaio il disegno di legge sulla riforma delle carriere docenti, chiamata “sviluppo professionale”. Potrebbe fare da apripista per l’intero sistema nazionale. Se infatti la riforma del reclutamento docenti è recente e si basa sui percorsi abilitanti che danno accesso ai concorsi, è altrettanto vero che anche a livello ministeriale si ragiona su un sistema, il doppio canale di reclutamento, che possa svincolare il meccanismo di immissione in ruolo dalle sole procedure concorsuali.
Il doppio canale di reclutamento punta all’immissione in ruolo da gps per titoli e merito, un po’ come avviene già per il sostegno, anche se in forma limitata, con lo scorrimento della prima fascia gps e la mini call veloce. Forse non si arriverà, almeno in tempi brevi, alla chiamata diretta auspicata dai presidi mediante l’Anp, come spiegato dal presidente Giannelli, ma una strada alternativa la si potrebbe trovare.
Incarichi triennali rinnovabili
Secondo l’assessora “i concorsi possono durare 8-10 anni e questo significa ingessare il Dipartimento istruzione”.
Per questo si dovrebbero assegnare incarichi triennali rinnovabili basati sulla formazione e sul merito conquistato negli anni. “Saranno ruoli della durata di tre anni che poi dovranno essere confermati. Se ti impegni cresci, ma nel momento in cui non lo fai più, non continui a mantenere lo stesso status”.
L’assessora spiega: “Vogliamo lasciare gli insegnanti nelle aule. È giusto che venga riconosciuto un livello di carriera anche a chi insegna, non solo a chi ha competenze organizzative o è un collaboratore del dirigente scolastico”.