Era atteso entro la fine dell’anno il decreto che avrebbe dovuto disciplinare i nuovi elenchi regionali per il ruolo, utili a consentire l’immissione nel circuito scolastico dei docenti idonei non vincitori dei concorsi scuola dal 2020 in poi. Decreto che non è ancora arrivato, ma che verrà ufficializzato nei prossimi giorni, come anche confermato dall’onorevole Pittoni, responsabile Istruzione della Lega: “La modifica della disciplina attuale per attivare gli elenchi regionali dei docenti precari idonei nei concorsi dal 2020 in poi, entrerà in un prossimo decreto. Potrebbe (ma non è detto) subire ritocchi rispetto alla bozza originaria”.
Le date per la presentazione delle domande
Attesa dunque per capire nei dettagli come verrà gestita questa nuova normativa degli elenchi regionali e soprattutto per capire le date di presentazione della domanda, con inizio e fine della finestra temporale che verrà individuata dal ministero. Molto in ogni caso è già stato anticipato dal ministero nei mesi scorsi, per quel che riguarda le caratteristiche degli elenchi regionali.
Saranno molti i docenti che vorranno iscriversi negli elenchi regionali per le immissioni in ruolo. Sarebbe utile, per i candidati interessati, essere a conoscenza dei posti vacanti suddivisi per regione.
Cosa tutt’altro che scontata, perché al momento l’ipotesi più probabile è che l’iscrizione avvenga senza un quadro chiaro e preventivo dei posti disponibili. Come già avviene per altre fattispecie, come la presentazione delle domande per le max 15 preferenze in estate, ad esempio, la scelta avverrà di fatto ‘al buio’.”
La capienza delle graduatorie
I sindacati dal canto loro hanno chiesto al Ministero di fornire indicazioni il più precise possibili. Ora come ora però sappiamo che l’unico dato che potrà essere comunicato dagli Uffici scolastici regionali è quello inerente la capienza delle graduatorie ancora utilizzabili per le immissioni in ruolo. Il riferimento è al numero di vincitori o aventi diritto non ancora assunti.
Si tratta comunque di un dato che non è realmente indicativo dei posti vacanti. Bisogna infatti considerare che al momento della composizione degli elenchi non saranno ancora definiti i pensionamenti.