La decisione del ministero di organizzare i nuovi Corsi Indire per la specializzazione abbreviata sul sostegno produrrà nei prossimi mesi e nei prossimi anni un numero considerevole di nuovi insegnanti con titolo che andranno, nelle intenzioni del legislatore, a colmare quel vuoto che adesso costringe ad assegnare cattedre per studenti con disabilità a insegnanti privi di titolo.
L’eccesso di docenti nelle graduatorie
Ma una delle conseguenze potrebbe anche essere l’eccesso di docenti nelle graduatorie, ben oltre le reali necessità di alcune regioni e zone d’Italia. Quali conseguenze si aspettano i sindacati nei prossimi anni con l’aumento dei docenti specializzati e i percorsi Indire e cosa temono nel concreto?
L’immissione nel sistema scuola di così tanti nuovi docenti specializzati non potrà essere indolore. Ci saranno dei benefici, sicuramente, ma potrebbero anche esserci altre conseguenze. Al momento ci sono circa 40.000 docenti specializzati tramite TFA. Un numero che aumenterà se si considera l’esercito di 70.000 docenti con i prossimi cicli. Ci sono poi i percorsi Indire, che produrranno altre migliaia di insegnanti. Si potrebbe arrivare a circa 100.000 docenti specializzati.
100mila posti in deroga
Tanti nuovi professionisti, pochi posti di ruolo. La richiesta dei sindacati è la trasformazione di almeno 100.000 posti in deroga in organico di diritto. In questo modo sarà possibile assumere subito questi docenti. Questo consentirebbe di fornire materiale umano alle scuole, rispondendo alle esigenze degli studenti con disabilità sul tema della continuità didattica.
L’Italia dovrà nei prossimi anni rispondere alle indicazioni europee. I prossimi passaggi istituzionali previsti sono la valutazione del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa e poi l’adeguamento normativo e amministrativo da parte del Parlamento e del Governo.
