Ci sono oltre 100mila docenti di sostegno da immettere in ruolo, e nei prossimi mesi in questo senso da parte del Parlamento potrebbero arrivare risposte importanti, in seguito alla pubblicazione del documento del Comitato europeo dei diritti sociali con cui prima della pausa natalizia è stato accolto il reclamo del sindacato Anief per garantire il diritto allo studio degli alunni con disabilità in Italia.
I posti in deroga assegnate da anni
L’accoglimento del reclamo sblocca definitivamente la situazione, e a questo punto si intravede la luce in fondo al tunnel che potrebbe portare all’assunzione in ruolo di nuovi 100 mila docenti di sostegno precari.
La palla passa ora al Parlamento, che dovrà intraprendere tutte le strategie necessarie per rispondere all’accoglimento del reclamo sindacale in modo da stabilizzare il personale sui posti in deroga assegnati da diversi anni alle scuole.
I prossimi passaggi prevedono la trasformazione in cattedre utili alle immissioni in ruolo. In altre parole, non è più sufficiente il ricorso alle supplenze annuali al 30 giugno. Come il Parlamento intenderà provvedere alle indicazioni fornite resta da vedere. Il ministero negli ultimi mesi ha mostrato un crescente atteggiamento di attenzione nei confronti del sostegno, come dimostrano i Corsi Indire per la specializzazione di nuovi insegnanti sul sostegno e la norma sula conferma del docente di sostegno su richiesta della famiglia. Ma non basta.
100mila cattedre senza titolare
Al momento i dati dicono che sono oltre 100mila le cattedre senza titolare. Sono cattedre vacanti che ogni anno vengono assegnate a supplenza fino al 30 giugno. A preoccupare sindacati ed Ue, il fatto che i numeri anziché diminuire, aumentano. Arrivando a tra il 2021 e il 2024 da circa 316mila a 359mila.
Tra il 2021 e il 2024 c’è stato un aumento di quasi 15mila posti annuali, casi interessati da cattedre in deroga con scadenza 30 giugno, passando da 95.755 supplenze in organico di fatto dell’anno scolastico 2021/22 alle 111.341 supplenze dell’anno scolastico 2023/24. Il tutto in attesa dell’approvazione definitiva del doppio canale di reclutamento che dovrebbe sbloccare l’assunzione da Gps dei precari in attesa.