Archiviato il secondo rinnovo contratto scuola in pochi mesi, ministero e sindacati possono già pensare al prossimo, anche se per quello appena firmato c’è da discutere ancora la parte normativa considerato che per arrivare a una definizione si è deciso di scinderla da quella economica.
Ulteriori aumenti da gennaio 2026
Gli ultimi due contratti rinnovati non hanno portato nelle tasche di docenti e sindacati gli aumenti di stipendio desiderati, ma se si ragiona sul totale, si arriva a un totale ragguardevole, soprattutto se si aggiunge al prossimo rinnovo. La buona notizia è che il Governo ha già stanziato i fondi per il rinnovo del prossimo Ccnl 2025-2027, che potrebbe essere dunque firmato in tempi brevi.
L’obiettivo è arrivare a una firma dell’accordo entro un anno. In questo modo, con il meccanismo dell’indennità di vacanza contrattuale, si potrebbe garantire (al netto di aumenti e saldo arretrati del rinnovo fino al 2024), ulteriori aumenti a partire dal 1° gennaio 2026.
Parliamo di cifre importanti, considerato che si attestano su aumenti medi mensili di circa 245 euro per i docenti e 179 euro per il personale ATA, destinati ad aumentare ulteriormente arrivando fino a 293 euro e 214 euro dal 1° gennaio 2027.
Le cifre complessive per docenti e Ata
Oltre agli aumenti appena citati, il prossimo rinnovo di contratto scuola dovrebbe comprendere un aumento delle materie oggetto di relazioni sindacali e lo stanziamento di ulteriori risorse destinate al Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa. Cifre che si attestano su 93,7 milioni di euro per il personale docente e 19,1 milioni di euro per il personale ATA.
Il miglioramento della condizione economica del personale scolastico diventa più evidente se si considera che gli aumenti complessivi lordi mensili sommando i due trienni contrattuali, consentirebbero di ottenere fino a 416 euro per gli insegnanti e 303 euro al personale amministrativo, tecnico e ausiliario. In tutto ciò c’è da verificare la fattibilità di altre misure importanti come l’introduzione dei buoni pasto, che verranno discussi nell’ambito della parte normativa del rinnovo di contratto da gennaio in poi.