Sottodimensionamento dell’organico di diritto: docenti di sostegno senza specializzazione su cattedre strutturali in organico di fatto non possono accedere ai concorsi per mancanza di titolo

Il precariato è una piaga che riguarda tutto il mondo dei docenti in Italia, ma in particolar modo il sostegno. I numeri parlano chiaro: i precari impiegati su cattedre di sostegno rappresentano 122.000 unità su un totale di oltre 200.000 supplenti. Una percentuale altissima, una condizione grave se si considera che gli studenti che necessitano di insegnanti di sostegno meritano, se possibile, ancora maggiori garanzie in termini di continuità didattica.

I precari su sostegno

La situazione in Italia è ritenuta grave dall’Ue, con le Commissione europea che ha deferito l’Italia alla Corte di Giustizia europea il 3 ottobre 2024 per violazione della clausola 5 dell’accordo quadro sui lavoratori a tempo determinato.

ANIEF in questo ambito ha presentato reclamo collettivo al Comitato Europeo dei Diritti Sociali. I precari coinvolti su cattedre di sostegno in Italia sono 122.000 su oltre 200.000 precari. Si attende che il Comitato (entro lunedì prossimo) sancisca se questa situazione è compatibile con la Carta Sociale Europea.

L’organico di diritto

Il rischio è mantenere questa massa di insegnanti in condizioni di precarietà. Il ricorso continuo al sottodimensionamento dell’organico di diritto rischia di incancrenire una situazione già di per sé difficile da risolvere. Il ministero sta provando a risolvere con i Corsi Indire il problema del ricorso ai docenti di sostegno privi di specializzazione, che anche in occasione della nuova norma della conferma di sostegno su richiesta della famiglia ha mostrato tutti i suoi limiti, con episodi di scavalcamento di colleghi con punteggio inferiore nei confronti di chi la specializzazione ce l’ha e ha punteggi anche superiori.

Docenti di sostegno senza specializzazione spesso assunti a tempo determinato su cattedre strutturali collocate in organico di fatto privati anche della possibilità di far evolvere la propria condizione essendo impossibilitati a partecipare a procedure concorsuali per mancanza del titolo. Il doppio canale di reclutamento docenti in questo senso sarebbe una soluzione sponsorizzata da tempo da sindacati e da una parte politica, come l’onorevole Pittoni e la senatrice Bucalo.