Cambiano le domande di mobilità docenti dal 2026: il prossimo marzo primo test con la versione semplificata

Dal 2026 sarà più semplice presentare le domande di mobilità per i docenti e il personale Ata. I cambiamenti riguardano non soltanto le procedure di mobilità ma in generale tutte quelle comprese nel Fascicolo digitale per docenti e ATA. Sarà però proprio la procedura di mobilità a dare il via al primo utilizzo per verificare i miglioramenti nel settore del personale scolastico.

Avvio del fascicolo digitale per docenti e ATA

Con l’introduzione del Fascicolo digitale, la presentazione delle domande da parte di docenti e personale ATA dovrebbe beneficiare di notevoli miglioramenti dal punto di vista della semplicità della compilazione e in un secondo momento della gestione delle stesse.

Con il nuovo strumento il ministero ha posto davanti a sè l’obiettivo di raccogliere in un unico spazio digitale i dati utili ai procedimenti amministrativi, riducendo la necessità di inserimenti ripetuti e autodichiarazioni.

Un test importante nelle intenzioni del Ministero dell’Istruzione è rappresentato proprio dalla procedura di mobilità del personale docente, attesa per marzo 2026.

Integrazione dei titoli entro marzo 2026

Entro marzo 2026 la sezione titoli del Fascicolo digitale sarà progressivamente integrata con le informazioni già in possesso dell’Amministrazione. Al momento, infatti, risultano caricati solo i titoli conseguiti e autodichiarati nell’ambito dei concorsi banditi a partire dal 2020.

L’obiettivo dichiarato è quello di ampliare il patrimonio informativo del Fascicolo, rendendo disponibili in modo automatico i dati utili alle diverse istanze presentate dal personale scolastico.

Accesso già disponibile alla piattaforma

L’accesso al Fascicolo digitale è già attivo e consente a docenti e ATA di consultare i dati attualmente presenti. La piattaforma rappresenta il primo passo verso una gestione più centralizzata e digitale delle informazioni professionali, in vista delle prossime procedure amministrative, a partire dalla mobilità 2026.