Aggiornamento Gps 2026: rischio sovrapposizione con le domande di mobilità, ma febbraio resta l’ipotesi più probabile

Non sono bastati tre incontri informativi tra ministero e sindacati per definire la questione principale inerente l’aggiornamento delle Gps 2026: la collocazione temporale della finestra utile all’aggiornamento delle graduatorie in vista del prossimo anno. L’unica certezza al momento sembra essere la volontà del ministero di andare incontro a quanto sostenuto dai sindacati, e cioè che la calendarizzazione tra dicembre e gennaio sarebbe stata fortemente deleteria per il perfezionamento dei requisiti da parte di molti docenti.

Febbraio l’ipotesi più probabile

Per questo l’orientamento sembra essere febbraio 2026, ma non è ancora arrivata alcuna comunicazione ufficiale in questo senso. L’unica certezza è che il Ministero resta convinto della necessità di anticipare rispetto al passato, spostando indietro l’aggiornamento rispetto alla solita collocazione primaverile.

Dunque rispetto al biennio precedente l’apertura delle graduatorie dovrebbe essere fissata a febbraio. Sembra definitivo il ‘no’ alla collocazione temporale nel mese di gennaio.

La sovrapposizione con le domande di mobilità

Anche il mese di febbraio lascia in ogni caso perplessi i sindacati, considerato che c’è il rischio di sovrapposizione con le domande di mobilità, che dovrebbero essere presentate tra febbraio e marzo.

In ogni caso l’ordinanza definitiva non è ancora stata pubblicata, e quindi c’è ancora margine di manovra e trattativa, e spazio per ulteriori riflessioni. L’ordinanza sarà infatti pubblicata solo dopo la conclusione dell’iter burocratico in seguito al passaggio al Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione e il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Intanto è ufficiale che le certificazioni informatiche non saranno titolo di accesso per l’aggiornamento Gps 2026.