Secondo ciclo Indire sostegno: l’obiettivo è evitare i sacrifici di chi ha svolto il Tfa per specializzarsi

La decisione del ministero di istituire un doppio canale di specializzazione sul sostegno mediante l’attivazione dei Corsi Indire abbreviati per triennalisti e specializzati estero è stata accompagnata da molte critiche, da parte di chi ritiene questa scelta lesiva dei diritti di chi invece ha ottenuto lo stesso risultato ma con sforzo economico e di impegno maggiore, partecipando al fa sostegno.

L’attesa per il decreto

Polemiche che certo non si placano in vista dell’arrivo del secondo ciclo dei percorsi di specializzazione sul sostegno INDIRE, ufficializzato dal decreto attuativo che darà il via libera alle Università per la pubblicazione dei bandi. Nel frattempo il Decreto Scuola ha prorogato al 31 dicembre 2026 la data ultima entro cui svolgere i corsi.

Il secondo ciclo dovrebbe essere in fase di avvio, come dimostrano le stesse parole dell’onorevole Pittoni, da sempre sostenitore della validità di questo doppio canale di specializzazione:

“In questi mesi siamo riusciti a estendere i margini d’azione per quanto riguarda i corsi Indire sul sostegno. Si lavora per tradurre a breve il tutto in un decreto di concerto tra MIM e MUR, così da consentire agli interessati – se ce la facciamo -vacanze di Natale più tranquille.”

La difesa dei Corsi Indire

Quando il decreto sarà emanato, le singole Università interessate e gli enti accreditati potranno pubblicare i bandi specifici, in modo da sancire nel dettaglio le modalità di iscrizione e per lo svolgimento del corso.

Nelle scorse ore l’onorevole Pittoni ha avuto modo di ribadire la sua convinzione circa la validità di questo doppio percorso, che non va visto come una penalizzazione di chi ha preso parte o sta prendendo parte al Tfa, ma come un provvedimento che va inteso con un senso di giustizia nei confronti di chi ha maturato il diritto per prenderne parte:

“Mi scrive qualcuno che ha fatto il TFA sostegno elencando i pesanti sacrifici, soprattutto economici, ai quali è stato costretto per frequentare il corso e attaccando i colleghi che hanno patito meno potendo scegliere invece il corso INDIRE, concentrato sulla parte teorica (gli stessi 36 crediti del TFA) grazie alla maturazione delle tre annualità di esperienza specifica richieste per l’accesso”.

Evitare sacrifici inutili

Lo ha scritto sul suo spazio Facebook il responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega Mario Pittoni, già presidente della commissione Cultura al Senato.

“Ho l’impressione quel qualcuno non si renda conto che si è intervenuti proprio per evitare che i sacrifici segnalati, se non necessari, debbano protrarsi all’infinito per chi verrà dopo, solo perché ci è passato lui” conclude.