Intervenendo su Facebook in risposta ad alcuni commenti di docenti che hanno espresso perplessità su quello che è stato definito un “momentaneo doppio canale di reclutamento docenti“, l’onorevole Pittoni ha avuto modo di chiarire quali sono i prossimi passaggi di quello che sarebbe un sistema di assunzioni probabilmente risolutivo per la questione precariato scolastico in Italia.
Il momentaneo doppio canale di reclutamento
Il momentaneo doppio canale di reclutamento cui fa riferimento l’onorevole Pittoni è l’apertura dal 2026 dell’iscrizione agli elenchi regionali dei docenti idonei nei concorsi dal 2020 in poi. Docenti cui era stato tolto il criterio stesso dell’idoneità all’assunzione ora restituita.
In ambito concorsi Pnrr, non verrà meno la possibilità di assunzione nel primo triennio per scorrimento del 30% dei posti a bando loro assegnati nella regione dove risultano idonei. E’ questo quello che Pittoni ha definito a tutti gli effetti “un momentaneo doppio canale di reclutamento”.
Che non va confuso con l’articolata costruzione sulla quale si sta ragionando con l’Europa. Ma gli elenchi regionali sono un altro importante tassello.
I quattro step per arrivare all’obiettivo
A chi dubita che si possa parlare in questo senso di doppio canale di reclutamento, l’onorevole Pittoni ricorda l’impegno per arrivare a questo sistema: “Il doppio canale su cui lavoro dal 2020 non dimentica nessuno, anche perché – ho più volte spiegato – saltasse qualche categoria sarebbe destinato al fallimento. La “tabella di marcia” è su quattro step, di cui due già centrati (in questa fase il confronto con l’Europa è sul terzo).
Il primo passaggio, è ove praticabile, la restituzione delle graduatorie di merito a tutti i concorsi per docenti. Il secondo passaggio è l’approvazione della possibilità strutturale dell’accesso al ruolo per merito, cioè anche senza procedura concorsuale per titoli ed esami.
Si passa poi alla conversione definitiva delle GPS in GPSR, quindi da “Graduatorie provinciali per le supplenze” a “Graduatorie provinciali per le supplenze e il ruolo”. Infine, la riduzione del divario di spesa tra ruolo e supplenza (incarichi caricati delle stesse responsabilità) per agevolare assunzione docenti a tempo indeterminato.