Il timore di molti docenti in seguito alla notizia che il ministero vuole anticipare di molto la riapertura dell’aggiornamento Gps del 2026 è che non si riesca a far valutare per intero il proprio servizio, come nel caso di chi lo termina al 30 giugno. La volontà manifestata dal ministero ha trovato l’opposizione dei sindacati, che hanno fatto presente le criticità di una simile scelta.
L’opposizione dei sindacati a un anticipo eccessivo
Se ne saprà di più nell’incontro che avverrà in questi giorni, il terzo per delineare l’ordinanza che regolamenterà l’aggiornamento delle Gps, ma la sensazione è che il ministero proseguirà per la sua strada nonostante l’opposizione sindacale. Va anche detto che rispetto alle ipotesi inziali di anticipare addirittura a dicembre o gennaio, alla fine si possa trovare un compromesso collocando la finestra temporale di venti giorni a febbraio, data che consentirebbe di limitare i danni.
Inoltre, è stata introdotta una novità importante, rappresentata dalla possibilità di dichiarare il servizio “con riserva” indicando la data finale del contratto. Questa possibilità varrà anche nel caso in cui la domanda chiude prima. Una possibilità che consentirà anche a chi ha un contratto fino al 30 giugno o al 31 agosto di ottenere il punteggio pieno.
I mesi più probabili
Quel che è certo è che il ministero vuole anticipare il più possibile, avendo già bocciato l’ipotesi di aggiornare le gps a giugno, quando tutti i titoli sarebbero valutabili e perfezionati, ma quando le segreterie scolastiche sono già impegnate con molte altre scadenze operative. Discorso analogo anche per maggio.
Il ministero sta vagliando tutte le ipotesi sul campo, cercando di trovare una soluzione che accontenti tutti, ma l’intenzione è quella di anticipare l’intera procedura. Alla fine il mese più probabile resta febbraio, ma in questi giorni dovrebbe arrivare l’ufficialità.