Anticipo pensionistico per i docenti: emendamento alla Legge di Bilancio per gli insegnanti colpiti da burnout

Si parla anche di scuola nella legge di bilancio per l’anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028 (S1689), a cominciare dalla previsione sull’aumento di stipendio disponibile per il prossimo rinnovo di contratto scuola, quello che seguirà la trattativa attuale inerente il triennio già scaduto. Ma i sindacati credono ci siano ancora margini per ottenere ulteriori risultati, e così si preparano a presentare emendamenti finalizzati a ottenere ulteriori obiettivi, ben sapendo che nonc0è molto tempo considerato che la scadenza per presentare le proposte di modifica alle commissioni competenti è fissata al 5 novembre.

Insegnamento lavoro gravoso

Domani riprenderanno le audizioni in Parlamento e tra i sindacati più attivi c’è sicuramente Anief, che ha già annunciato la volontà di presentare oltre 60 emendamenti.

Una delle richieste più interessanti, che riguarda un aspetto spesso sottovalutato della professione docente, è quella che consentirebbe di considerare gravoso il lavoro dell’insegnante.

Si parte dal presupposto che un numero sempre maggiore di insegnanti soffre di burnout, condizione che dovrebbe far scattare di diritto l’anticipo pensionistico, equiparando finalmente i lavoratori della scuola a quelli di altri settori, come ad esempio quelli che sono impiegati in ambito militare.

Pensione a 67 anni incompatibile con la scuola

“II problema è che anziché rispondere a questa esigenza, il legislatore con la stessa Legge di Bilancio innalza indistintamente, quindi anche per gli insegnanti, la soglia di età che permette di lasciare il lavoro: gli attuali 67 anni, già una meta incompatibile per tali lavoratori, tra tre anni crescerà di altri tre mesi”. Lo sostiene Marcello Pacifico di Anief. “E anche le pensioni di anzianità, 42 anni e 10 mesi per gli uomini, un anno in meno per le donne, cresceranno di 90 giorni ulteriori. Per il personale scolastico, invece, servirebbe Quota 97,5 e senza penalizzazioni. Ecco perché uno degli emendamenti alla Manovra 2026 riguarderà l’anticipo pensionistico da adottare per i lavoratori della scuola. Anche prevedendo il riscatto gratuito o semi-gratuito della laurea: pensare di lasciare in cattedra un insegnante alle soglie dei 70 anni è un danno per tutti, per loro, per gli studenti, per la società”.