E’ polemica in seguito alla notizia che il ritardo nell’attivazione della carta del docente 2025 non è questione di qualche giorno ma che bisognerà attendere addirittura l’anno nuovo per poter spendere la cifra che il ministero metterà a disposizione di insegnanti di ruolo e precari, e non è detto che sia di 500 euro.
La nuova procedura
Gennaio, più probabilmente addirittura febbraio il mese indiziato per l’erogazione del bonus per l’aggiornamento professionale, a causa dell’estensione della platea dei beneficiari che costringe il ministero a dover aspettare fine gennaio per conoscere il numero esatto degli aventi diritto.
Il problema nasce dalla giusta decisione di estendere il bonus anche ai supplenti annuali in servizio fino al termine delle attività didattiche, ovvero fino al 30 giugno, oltre che ai docenti con incarico fino al 31 agosto, includendo anche il personale educativo.
Sono decisioni che il Governo ha dovuto prendere per adeguarsi alle sentenze della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che ha sancito l’illegittimità dell’esclusione dei contratti a tempo determinato. Ora il ministero dovrà attivare il bonus di anno in anno con decreto interministeriale, insieme al ministero dell’Economia, sulla base dei criteri applicativi e dell’importo della Carta.
La posizione di Flc Cgil
La necessità di individuare il numero esatto di beneficiari tra i precari comporterà la necessità di aspettare il 30 gennaio di ogni anno. Ma secondo FLC CGIL, il numero dei supplenti da includere si conosce già e non è necessario attendere il nuovo anno scolastico.
Il contingente secondo il sindacato si divide in 30.000 posti vacanti per mancanza di vincitori di concorso, 130.000 posti in deroga sul sostegno, 15.000 incarichi su organico di fatto, 600 incarichi relativi al personale educativo. Un totale di 180.000 unità già noto, che rende inutile attendere la fine di gennaio.
