Banditi molti posti nonostante le graduatorie già piene: le regioni in cui ci sarà eccesso di vincitori e nuovi elenchi che resteranno validi per anni

Il numero elevato di posti messi a bando per il Pnrr 3 le cui prove dovrebbero partire con gli scritti a fine anno (ma non ci sono certezze, prima il ministero deve verificare l’esatto numero di partecipanti che si stanno iscrivendo e che hanno tempo per farlo fino al 29 ottobre), può essere una buona notizia in vista delle assunzioni che si concretizzeranno nei prossimi anni, ma c’è anche il rovescio della medaglia.

Le stime sui futuri pensionamenti

Il fatto che il Ministero ha predisposto le tabelle dei posti su base previsionale, comporta che è stato possibile prendere in considerazione unicamente stime sui futuri pensionamenti, con numeri che potrebbero essere anche lontani da ciò che effettivamente si verificherà e soprattutto con stime che non corrispondono alla reale capienza delle graduatorie già esistenti.

Questo comporterà la conseguenza che in molte regioni italiane, sono stati banditi posti che non corrispondono alle reali esigenze delle scuole. Dove? in generale la situazione riguarda soprattutto il Centro-Sud, zona del Paese maggiormente interessata da questo fenomeno. In Campania, ad esempio, si sa già che sono stati banditi tanti posti nonostante le graduatorie siano già piene. Ma non è l’unica regione a essere interessata da questa circostanza, che riguarderà anche altre regioni del Mezzogiorno e non solo.

L’eccesso di vincitori

Aver messo a bando tanti posti in maniera previsionale, sta portando alla conseguenza che in queste regioni sono stati computati posti che non corrispondono alle effettive esigenze. Cosa succederà una volta concluso il concorso, che nelle intenzioni del ministero dovrà essere completato entro la prima metà del 2026, in modo da iniziare con le assunzioni (almeno quelle utili a perfezionare l’obiettivo delle 70mila concordato con Bruxelles) entro il settembre successivo in concomitanza con l’avvio del nuovo anno scolastico?

La conseguenza sarà che ci sarà inevitabilmente un eccesso di vincitori e nuove graduatorie che resteranno valide per anni. Il timore dei sindacati è che questo possa comportare disparità con gli idonei dei concorsi precedenti che ancora sono in attesa dell’immissione in ruolo.