Nuovo sciopero per la scuola previsto per fine mese. Dopo lo stop alle lezioni delle scorse settimane per protesta contro la situazione in Palestina, adesso i sindacati decidono di tornare in piazza sospendendo le lezioni per temi più vicini alla scuola e ai docenti.
Rinnovo in salita
Il motivo sono gli insufficienti segnali che arrivano da parte del Governo nell’ambito della Legge di Bilancio 2026 nei confronti del personale della scuola, dell’università, della ricerca e dell’Afam, soprattutto dal punto di vista economico. Scende in piazza FLC CGIL, per dare un segnale forte al Governo, criticando scelte che stanno portando a “insufficienti” misure.
Inoltre, preoccupa la mancanza totale di riferimento al rinnovo contrattuale del comparto Istruzione e Ricerca.
Niente risorse aggiuntive
Il sindacato è preoccupato per la mancanza di interventi strutturali previsti nella nuova Legge di Bilancio in ottica stipendi, con il prossimo incontro per il rinnovo del contratto 2022–2024 che si avvicina e che rischia di tramutarsi in un ennesimo nulla di fatto se le cifre messe sul piatto saranno sempre quelle. Inoltre, non ci sono novità nemmeno in ottica riduzione della supplentite, con l’assenza di alcuna misura per la stabilizzazione del personale precario.
Qualcosa c’è, ma sono tutte agevolazioni, secondo il sindacato, pensate per i provati come la detassazione dello straordinario o i premi di produttività. Provvedimenti che anche se fossero estesi al pubblico impiego, “non inciderebbero in modo significativo sul potere d’acquisto” delle lavoratrici e dei lavoratori della scuola. Per docenti e personale Ata, il salario accessorio ha un peso marginale nella retribuzione.
In piazza il 25 ottobre
Per questo il 25 ottobre la scuola si ferm: Flc Cgil in piazza per protestare contro un triennio caratterizzato dalla perdita di due terzi del potere d’acquisto. In tutto ciò il rinnovo di contratto è ancora fermo e ipotizzare una firma a fine mese è oltremodo ottimistico.