La prossima settimana potrebbero iniziare ad aumentare le liberatorie, comunicazioni da parte degli uffici scolastici che sanciscono l’impossibilità di assegnare supplenze mediante Gps per mancanza di docenti disponibili in graduatoria provinciale. Man mano che si va avanti con la pubblicazione dei bollettini, questa situazione diventerà sempre più frequente e in alcuni casi si è già verificata, come dimostra il fatto che alcuni ambiti territoriali hanno iniziato a pubblicare interpelli.
Il ricorso alle gaduatorie di istituto
Ma prima della pubblicazione dell’interpello, è necessario fare ricorso alle graduatorie di istituto, prima della scuola stessa dove bisogna coprire la cattedra, poi di quelle viciniori.
Per capire se in una provincia c’è ancora possibilità di convocazione tramite algoritmo, bisogna verificare se è stata pubblicata la liberatoria, che sancisce la fine della pubblicazione dei bollettini.
La liberatoria è infatti quella comunicazione utile all’ufficio scolastico per sancire eventuali disponibilità di cattedre residue da restituire alla scuola, dal momento che non è stato possibile assegnarle da Gps per esaurimento dei candidati utili.
La scadenza delle disponibilità
Le cattedre disponibili in questo modo vengono restituite alle istituzioni scolastiche, in modo che possano andare avanti con l’applicazione della procedura che consente di fare ricorso alle graduatorie d’istituto per attribuire le supplenze, attingendo anche da quelle viciniori. In caso di impossibilità di assegnare l’incarico mediante queste graduatorie, si fa ricorso allo strumento dell’interpello, che ha preso ormai il posto delle domande di messa a disposizione in virtù del suo meccanismo più trasparente.
Prima però si può arrivare anche a un numero elevato di bollettini, in alcuni casi anche dieci in alcune province arrivando a ridosso di Natale. Le disponibilità al 30 giugno e al 31 agosto possono emergere entro il 31 dicembre, per poi essere assegnate anche a inizio anno nuovo.
