Aumento stipendi docenti, i 240 milioni una tantum (dieci euro lordi al mese per un anno) dividono i sindacati

Più un segnale e una dichiarazione di intenti che un intervento impattante sulla busta paga dei docenti: i 240 milioni di euro stanziati una tantum dal ministero nei confronti dei docenti, che si aggiungeranno agli aumenti previsti per il rinnovo del contratto scuola, rappresentano la volontà del ministro Valditara di adeguare le retribuzioni nonostante le mille difficoltà che derivano dal reperimento di fondi.

Il blocco stipendiale

I sindacati in questo senso hanno dimostrato di apprezzare, ma non mancano le critiche a un intervento che porterà poi nella realtà dei fatti pochi euro in più in busta paga, e nemmeno in pianta stabile.

Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara ha presentato le novità in vista del rinnovo del contratto della scuola, che deve fare i conti con il grave ritardi delle retribuzioni in questo settore.

I 300 milioni di euro su cui la scuola potrà contare per migliorare le condizioni economiche e il welfare rappresentano, come ha spiegato Valditara, un segnale di controtendenza rispetto a quanto avvenuto negli ultimi anni.

Il blocco dei contratti, durato fino al 2018 ha di fatto creato il ritardo che ancora adesso il personale scolastico si porta dietro: “L’Ocse fa riferimento a un decennio in cui c’è stato il blocco dei contratti. Mentre negli altri Paesi i contratti venivano rinnovati e il potere d’acquisto aumentava, in Italia è addirittura sceso”.

Segnali insufficienti

Dal 2018 su intervento della Corte Costituzionale è stato rimosso il blocco salariale, e dopo tre anni di difficoltà nel fari ripartire le trattative, il governo con Valditara ministro dell’istruzione ha firmato nel novembre 2022 un primo accordo economico. Misura fondamentale per firmare il contratto rimasto aperto per tre anni. Con uno sguardo anche in prospettiva, in virtù dello stanziamento delle risorse per tutti i rinnovi già sancite fino al 2028-2030.

Il governo ha stanziato risorse per un incremento del 5,78%, con circa 137 euro lordi mensili di aumento. Per Flc Cgil 10 euro lordi mensili per un anno sono inganno per i lavoratori. Per Anief i 240 milioni del decreto scuola riconoscimento del grande lavoro che svolge il personale scolastico, ma il sindacato chiede comunque più risorse per ridurre il gap stipendiale.