Al momento è tutt’altro che scontata la conferma della norma che disciplina la conferma del docente di sostegno sullo stesso posto su richiesta della famiglia. La novità che ha caratterizzato, nel bene e nel male, l’assegnazione degli incarichi di supplenza su sostegno ai precari quest’estate, potrebbe anche essere un unicum nella storia della scuola italiana.
Una norma contrastata
Cosa che farebbe contenti i tanti detrattori di una norma tutt’altro che ben accetta trasversalmente da docenti e sindacati. A sostenerla il ministero, i docenti beneficiari della norma, i genitori che hanno aderito alla possibilità, e le associazioni di categoria come Fish. Ma anche l’Anp, convinta si tratti a tal punto di un buono strumento da rilanciare e chiedere l’estensione della chiamata diretta da parte delle scuole per tutte le supplenze.
Da cosa dipende l’incertezza circa la possibilità che la norma possa essere confermata anche l’anno prossimo? Dalla norma stessa, che inserita nel dm n. 32/2025 vale specifica nell’art. 4 comma 3 che “Il presente decreto trova applicazione limitatamente all’anno scolastico 2025/2026”.
Le possibili modifiche
Per il momento il ministero, nonostante la soddisfazione per i numeri registrati, non si è sbilanciato sulla possibilità di concedere una proroga anche per il prossimo anno o addirittura di renderla strutturale. Possibile anche che si sia lasciata una porta aperta per parziali modifiche: ad esempio, quest’anno la norma ha consentito la conferma anche di docenti non specializzati, cosa che potrebbe venire meno in futuro anche per coerenza da parte di un ministero che tramite i Corsi Indire vuole ridurre drasticamente il fenomeno dell’attribuzione di cattedre di sostegno a docenti privi del titolo ufficiale.
I numeri di quest’anno
Quest’anno su 120mila posti disponibili, sono stati confermati 45.800 docenti di sostegno già in servizio per l’a.s. 2024/25. Hanno ottenuto la stessa cattedra anche per il 2025/26 con la procedura del dm n. 32/2025. Una norma che indirettamente ha anche consentito di snellire la procedura di assegnazione delle supplenze tramite algoritmo, svuotando gli elenchi di quasi 50mila docenti che hanno ottenuto l’incarico con il bollettino zero.