Il nuovo anno scolastico, al di là della diatriba sui numeri tra sindacati e ministero sull’esatto numero di docenti precari che saranno in cattedra, sarà caratterizzato ancora una volta dal precariato. In questi giorni si sta perfezionando la procedura di conferma degli incarichi dei docenti di sostegno confermati dalle famiglie, forma di stabilizzazione implicita, come l’ha definita il ministeri, che però non può bastare nonostante i 58mila docenti coinvolti.
Una nuova riforma del reclutamento
Da domani poi partirà l’algoritmo per tutti gli altri docenti precari che hanno presentato la domanda per le max 150 preferenze e attendono di ottenere un incarico al 30 giugno o al 31 agosto. I sindacati chiedono una riforma del reclutamento che vada oltre le novità degli ultimi anni: percorsi abilitanti, specializzazione abbreviata sul sostegno e concorsi Pnrr ravvicinati (a dicembre il terzo e ultimo) non bastano.
Marcello Pacifico di Anief chiede di accelerare sulle proposte già note, “le sole che adesso possiamo attivare, perché non possiamo andare avanti così. Vogliamo una riforma del reclutamento e chiediamo al Parlamento l’immissione in ruolo dei precari, a partire dall’anno scolastico 2026/27 attraverso il doppio canale di reclutamento, direttamente da graduatorie GPS, da materia comune e da sostegno, ma anche la stabilizzazione di tutti i candidati risultati idonei al termine dei concorsi pubblici, in particolare le selezioni collegate al Pnrr, oltre che l’assunzione a tempo indeterminato dei docenti con diploma magistrale inseriti nelle GaE, assunti nei ruoli e infine incredibilmente licenziati”.
L’abuso dei conratti a termine
Un’esigenza della scuola italiana ma anche la necessità di dare conto a Bruxelles, che monitora la situazione della scuola italiana e resta molto critica:
“L’approvazione del provvedimento interverrebbe per rispondere alla procedura di infrazione europea su un sistema di reclutamento italiano discriminante e da rivedere: in particolare, si tratterebbe di una risposta importante al sistematico abuso dei contratti a termine subita dal personale precario – collocato senza motivazioni valide su posti in organico di fatto o in deroga – che Anief ha denunciato anche più volte al Comitato europeo dei diritti sociali, producendo quindi una rettifica importante al discutibile reclutamento rinnovato dal precedente Governo e concordato con l’Europa nell’ambito del Pnrr”.