Importante chiarimento, o meglio presa di posizione da parte della Commissione europea sul tema del reclutamento docenti precari: non esiste alcun divieto formale allo scorrimento delle graduatorie PNRR. La Commissione prende dunque le distanze da quello che viene interpretato come un vincolo da parte di Bruxelles alle possibilità di assunzioni nel mondo della scuola in Italia.
L’abuso dei contratti a termine
Questo non vuol dire che da parte dell’Ue non ci sia alcuna ingerenza sulle questioni che attengono al mondo dei docenti in Italia: c’è infatti il controllo sull’abuso dei contratti a termine.
Il chiarimento da parte della Commissione europea, che arriva a ridosso del nuovo anno scolastico, proprio nei giorni in cui la scuola italiana è alle prese con le procedure di assegnazione degli incarichi a tempo determinato mediante algoritmo (con la procedura preliminare, novità assoluta, della conferma dei docenti di sostegno da parte delle famiglie), arriva in risposta agli idonei dei concorsi PNRR1 e PNRR2.
Gli obiettivi numerici
Il chiarimento della commissione non lascia spazio a interpretazioni: l’Unione non finanzia le assunzioni, ma le riforme legate al reclutamento e alla qualificazione dei docenti. In questo senso, gli obiettivi numerici collegati al piano sono già stati valutati positivamente nelle richieste di pagamento. Fanno parte di questi obiettivi la riserva del 30% dei posti ai candidati con almeno tre anni di servizio.
La palla però passa poi all’Italia, che deve adottare le misure ideali per limitare l’abuso di contratti a termine. In questo senso, non ci può essere alcuna ingerenza da parte di Bruxelles su eventuali scorrimenti automatici o procedure specifiche di reclutamento.
Le graduatorie ferme
La situazione a pochi giorni dall’avvio del nuovo anno scolastico qual è? La sensazione è di un’ennesima occasione sprecata, con molti posti scoperti per rinunce non reintegrate e graduatorie ferme. Secondo gli idonei, che hanno superato le prove selettive, si sono verificati “blocchi e ingiustizie” e chiedono di procedere allo scorrimento per evitare un altro anno da supplenti.
L’UE ha più volte richiamato l’Italia sul tema, avviando una procedura di infrazione per l’uso eccessivo di contratti a termine nel settore scolastico. Recentemente il deferimento alla Corte di giustizia ha confermato l’insufficienza delle misure adottate finora. Il doppio canale di reclutamento resta un’opzione sempre valida.