Il tema dello scorrimento delle graduatorie diventa sempre più d’attualità man mano che ci si avvicina al prossimo anno scolastico. Le novità introdotte dal recente decreto scuola sono state accolte favorevolmente, anche se c’è chi ritiene che si tratti di una misura insufficiente a far fronte alle necessità di assunzione nei confronti di chi partecipa da anni a procedure sempre più selettive, riuscendo in ogni caso a superare le prove ottenendo i punteggi minimi richiesti per risultare idoneo.
In attesa del doppio canale di reclutamento
E’ comunque un significativo passo in avanti quello del 30%, così come l’istituzione di elenchi regionali, dal 2026, finalizzati all’immissione in ruolo.
Come ha spiegato nei giorni scorsi Mario Pittoni, responsabile istruzione delle Lega, il ripristino delle graduatorie di merito nei concorsi per docenti e gli elenchi regionali degli idonei previsti dal 2026 consentono di aprire la strada a un sistema diversificato di reclutamento degli insegnanti, che posa nel medio termine consentire di concretizzare il maggior numero possibile dei posti a tempo indeterminato autorizzati dagli organi finanziari.
Ma come ci si regolerà con le modalità di scorrimento delle graduatorie in caso di contingente autorizzato superiore ai posti messi a bando?
Le priorità previste
In questo caso si procederà con lo scorrimento delle graduatorie, in base alle priorità previste: vincitori, poi il 30% da PNRR1, poi il 30% da PNRR2, e infine gli idonei dei concorsi ordinari e straordinari 2020. Fermo restando che lo scorrimento è limitato e condizionato da vincoli ministeriali e indicazioni UE.
A questo proposito sempre Mario Pittoni ha spiegato che “non esistono ‘percentuali’ degli idonei. Se sei idoneo, sei idoneo. Il 30% indicato della norma è sui posti a bando. Assegnare il 100% dei posti a bando agli idonei Pnrr vorrebbe dire escludere tutte le altre categorie. Il doppio canale non si risolve in Parlamento bensì, come per le correzioni degli accordi sul Pnrr, nel confronto del ministero dell’Istruzione con la Commissione europea”.
